Un bilancio del 2017.

I dati economici sono tuttora rassicuranti. Le cifre più recenti rivelano che il Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’Eurozona nel terzo trimestre è incrementato del 2,5% annuo su anno, un tasso di crescita superiore a quello degli Stati Uniti, (2,3%) e della Gran Bretagna (1,6%).

All’interno dell’Eurozona, la Germania ha registrato una crescita particolarmente forte, 2,3% anno su anno, grazie al commercio estero netto e agli investimenti, mentre la crescita economica in Italia, benché inferiore, ha raggiunto il livello più alto da sette anni.

Le economie dell’Europa dell’Est sono ancora più dinamiche. Gli ultimi dati sulla Bulgaria, la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Polonia, la Romania e la Slovacchia, mostrano un’accelerazione della crescita economica nell’intera regione dal 4,6% anno su anno nel secondo trimestre, al 5,3% anno su anno del terzo, al di sopra delle aspettative. La Romania con un tasso di crescita dell’8,6% anno su anno, è una delle economie più dinamiche del mondo.

Negli Stati Uniti nel terzo trimestre la crescita economica annualizzata ha raggiunto il 3% trimestre su trimestre, (2,3% anno su anno), per un secondo trimestre consecutivo. Il modello di previsione del PIL della Federal Reserve (Fed), per il quarto trimestre addirittura prevede un’accelerazione della crescita al 3,2% trimestre su trimestre. A breve termine appare probabile che l’economia verrà sostenuta dalle spese al consumo nel periodo delle feste e a lungo termine dai tagli alle imposte previsti dalla riforma fiscale già in fase di attuazione.

L’economia giapponese è cresciuta dell’1,4% annualizzato nel terzo trimestre, il settimo trimestre d’espansione consecutivo, il che rappresenta il periodo espansivo più lungo da un decennio. Tuttavia il PIL in Giappone è molto volatile.

Luigi Sottile

Cechia: L’ euro? Non ci interessa.

La Repubblica Ceca non ha bisogno del cosiddetto “Mister Euro”, un coordinatore per l’adozione della moneta unica, perché Praga non si sta preparando per entrare nell’Eurozona. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze, il miliardario ceco Andrej Babis.

L’economista Oldrich Dedek, che ha avuto il ruolo di “Mr. Euro” al ministero delle finanze durante gli ultimi 11 anni, dal prossimo mese assumerà un euro cracknuovo incarico alla Banca centrale e secondo Babis la posizione può essere eliminata. “Non abbiamo bisogno di nessun coordinatore, non ci stiamo preparando a entrare nell’euro – ha spiegato Babis al quotidiano Lidove Noviny – Lasceremo al prossimo governo la decisione sull’adozione della moneta unica.

Babis, con il suo partito di centro Ano, è dato per favorito in vista delle prossime elezioni di ottobre. Praga che è entrata nell’Ue nel 2004 non ha mai sponsorizzato l’adozione della moneta unica, nonostante rispetti praticamente tutti i criteri di accesso.

Fonte Aska News

Cechia-Italia interscambio record.

I rapporti commerciali fra Cechia e Italia stanno manifestando tassi di crescita da primato, secondo quanto evidenziato oggi a Praga nel corso di un forum dedicato ai rapporti commerciali fra i due Paesi, presente fra gli altri il sottosegretario agli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Benedetto Della Vedova. Quest’ultimo ha fatto notare con soddisfazione l’intensificazione dei rapporti commerciali italo-cechi, sottolineando in particolare “l’attenzione degli operatori per le opportunità presenti nei settori dell’alta tecnologia e biotecnologie, della meccatronica, delle nanotecnologie e del farmaceutico”.

In particolare la meccatronica italiana si propone come il settore con le maggiori prospettive di collaborazioni industriali in Repubblica Ceca. “Il focus cechia-italia interscambioodierno è infatti sui settori tecnologicamente più avanzati per fare entrare insieme Italia e Cechia nell’era dell’economia 4.0″ ha ulteriormente messo in rilievo l’ambasciatore Aldo Amati. Intorno ai tavoli della fase B2B una trentina di aziende italiane e una quarantina di controparti ceche.

L’interscambio commerciale fra Italia e Cechia ha rappresentato nel 2015 un valore totale di 10,54 miliardi di euro, con una crescita annua del 9,8%, il medesimo tasso di incremento dell’anno precedente. L’Italia è al sesto posto fra i paesi destinatari dell’export ceco, un flusso che ha manifestato lo scorso anno un incremento dell’11,%, per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro, soprattutto automobili e mezzi di trasporto (18,4%). Rispetto al totale dell’export ceco, si tratta di una quota del 3,77%, mentre raggiunge un livello addirittura del 5,5% per quanto riguarda il valore aggiunto creato da tutte le esportazioni ceche. Sul fronte opposto, l’Italia si colloca al quinto posto, con una quota del 4,01%, fra i paesi di provenienza delle importazioni ceche, con un aumento nel 2015 dell’11,3%, per un valore complessivo di 5,2 miliardi di euro.

Il Forum economico italo-ceco, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia. si è svolto oggi in occasione del più importante raduno annuale della Associazione piccole e medie imprese della Repubblica Ceca, con la partecipazione del presidente della Repubblica Milos Zeman, del ministro delle Finanze Andrej Babis e del ministro dell’Industria e Commercio Jan Mladek.

Fonte ASKA News

Il neopresidente USA Donald Trump e il feeling con la Cechia.

Del rapporto di Donald Trump con le donne si è detto in questi mesi praticamente di tutto, ma quasi nulla si è scritto dell’insospettabile feeling che ancora oggi lega il neopresidente statunitense alla ex suocera, novantenne, della Repubblica Ceca.

La signora si chiama Marie Zelnickova ed è la madre di Ivana, prima moglie di Trump, nonché nonna di Ivanka, la figlia prediletta del prossimo inquilino praga-2della Casa Bianca. Marie, nativa di Velke Pavlovice, un piccolo centro vinicolo della Moravia, risiede da quando era ragazza a Zlin, cittadina a due passi dal confine con la Slovacchia. Ma ormai sempre più mesi all’anno è solita trascorrerli a New York, dove risiedono l’unica figlia Ivana, i nipoti Ivanka, Donald junior e Eric Frederic, e gli amatissimi pronipoti.

Donald e Ivana si sposarono nel 1977. “Al matrimonio potè recarsi solo mio marito, che ormai non c’è più, perché le autorità comuniste dell’allora Cecoslovacchia consentirono il viaggio solo a un genitore”.

Molto vitale, a dispetto dell’età, Marie si è detta sin da subito convinta sostenitrice della candidatura del miliardario americano, al quale non ha mai fatto mancare il suo tifo, del quale ha parlato anche in qualche intervista apparsa sui giornali della Repubblica Ceca.

Per lei Donald è sempre rimasto il suo “Donik”, come ha raccontato, rivelando l’affettuoso vezzeggiativo in lingua ceca che è solita usare. “E devo dire che anche io per lui sono sempre rimasta la sua “babi” oppure “babrle” – nonna e nonnetta, nel dialetto della Moravia, NdR – che poi sono le uniche due parole in lingua ceca che Donald conosce” ha ricordato Marie anche di recente.

Il suo “Donik” dopo il burrascorso divorzio con Ivana, nel 1992, si è sposato altre due volte, ma la signora Zelnickova ne parla come se in tutti questi trump-presidente-usaanni fosse sempre rimasta lei la vera suocera, con una benevolenza quasi da non credere. Se si pensa all’atteggiamento della figlia Ivana, imprenditrice di successo e da anni regina del jet set internazionale, Marie è una donna completamente diversa, di una semplicità disarmante, con una immagine di contadina della Moravia, che con l’immancabile lusso della vita newyorkese sembra convivere piuttosto a fatica.

“A me dei lussi di New York interessa poco o niente. Mi piace molto anche vivere nella mia Zlin, dove tutti sanno chi sono e mi prendono come una di loro. Non mi comporto da gran dama. Mi piace fare le faccende domestiche e sino a qualche anno fa non mi facevo certo problemi a spazzare la neve, fuori da casa” racconta di sé, pronta però a illuminarsi quando parla del suo Donik: “E’ un ragazzo eccezionalmente laborioso e in famiglia è piacevole e molto divertente. Quando soggiorno a New York dai miei nipoti sulla Quinta strada, Donald non manca di passare a salutarmi e la mattina, prima di uscire per recarsi al lavoro al 58° piano della Trump Tower, spesso mi porta un gelato”.

Leggi QUI l’articolo originale

La Repubblica Ceca diventa Cechia.

CechiaIl governo della Repubblica Ceca ha approvato l’uso della dizione alternativa di “Cechia” (“Cesko” in ceco) per indicare il Paese con una parola sola. “Più facile e flessibile”, ha commentato il ministero degli esteri. Il passaggio era stato già approvato dal presidente della repubblica, Milos Zeman, e dal premier, Bohuslav Sobotka, e ora sarà inoltrata richiesta all’Onu di includere “Cesko” nel suo elenco ufficiale. Finora era rimasto uno dei pochissimi Paesi del mondo ad avere un nome in due parole, dopo la dissoluzione della Cecoslovacchia.
Il nuovo nome Cesko avrà ovviamente le sue variazioni fonetiche inglese (Czechia), tedesca (Tschechien) e francese (Tchequie)

Fonte ANSA Europe

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