Real Estate al top in Est Europa.

Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Ungheria, Slovacchia e non solo. Quelli che dagli addetti ai lavori vengono definiti Cee Countries, riunendo i Paesi dell’Europa centrale e dell’Est Europa, sono oggi nel mirino degli investitori internazionali, non più in cerca del capital gain mordi e fuggi, ma della costruzione di portafogli a reddito, stabili e di lungo periodo. I deal in questi mercati non si fermano e la corsa all’oro riguarda tutti i comparti, cominciando dagli uffici e passando dal retail e la logistica, senza tralasciare il residenziale. Tanto che, per riassumere il trend in atto, Jones Lang LaSalle lo definisce un passaggio “da fenomeni a fondamentali”.

Il quadro economico
Qualche dato aiuta a inquadrare quelli che fino a poco tempo fa venivano considerati come i cugini poveri dell’Europa e che oggi invece si possono permettere di guardare al futuro con meno preoccupazioni dei Paesi dell’Europa occidentale. Il prodotto interno lordo medio è cresciuto del 4% nel 2017: l’aumento più accentuato a livello Europeo. Secondo il Fondo monetario internazionale tra il 2017 e il 2022 vedranno ancora la crescita più elevata di tutta Europa, con una previsione del 3% medio annuo, contro l’1,9% dell’Europa meridionale e l’1,8% dell’Europa continentale. Gli investimenti nel real estate dei Cee sono aumentati del 10% nella sola metà del 2017 (e la crescita continua). E’ salita a 22 milioni di metri quadrati la superficie di spazi a uso uffici con caratteristiche “moderne” e l’aumento continua al ritmo di circa un milione di metri quadrati all’anno. «Gli standard di vita nell’Europa centrale e dell’Est continueranno a convergere verso quelli delle economie consolidate e per il 2025 Paesi come la Polonia e la Repubblica Ceca avranno gli stessi, o maggiori, Pil pro-capite della media dei 27 Paesi europei», spiega Per Hammarlund, Chief emerging market strategist di Seb Bank. Insomma, il quadro è quello non solo di un’ulteriore crescita, ma di una crescita sostenibile nel lungo periodo, grazie a tre fattori principali: l’elevata qualità del capitale umano, bassi costi del lavoro, apertura al commercio e agli investimenti. Che, riassunto, significa ultra-competitività, secondo Jll.

Sono anche sicuri?
Le condizioni per fare business, misurate dalla World Bank, sono migliorate velocemente e si spostano sui livelli dei Paesi dell’Europa occidentale. Un esempio è la Romania, che nel 2007 si piazzava dopo la Cina, l’India e il Sudafrica per percezione della corruzione e oggi è invece davanti alla Grecia e all’Italia.

Uffici in pole position
Il settore degli spazi a uso ufficio è il preferito per gli investimenti, pur se tallonato dagli altri comparti. Negli ultimi cinque anni gli investimenti sono sempre aumentati e i 5,6 miliardi di euro del primo semestre 2017 rappresentano un incremento del 10% su base annuale. Ma chi vi investe? Soprattutto stranieri, cominciando dalle realtà del Sudafrica, di Singapore e del Nord America. I capitali si dirigono verso gli uffici della Repubblica Ceca, che rappresenta la piazza più importante con una quota del 39%, della Polonia (29%), dell’Ungheria (13%), della Romania (9%) e della Slovacchia (3%).

Il residenziale brilla
Sono dei giorni scorsi i dati di Eurostat che mostrano un aumento medio annuo dei prezzi delle case, al terzo trimestre 2017, pari al 4,1% nell’area Euro e al 4,6% nella Ue. Dati che impallidiscono di fronte al +12,3% della Repubblica Ceca, all’oltre 10% dell’Ungheria, il 9% della Bulgaria, l’8% della Slovenia, il 7% della Slovacchia, l’oltre 6% della Romania (l’Italia, nello stesso periodo e secondo la stessa fonte, ha registrato il -0,5%).

In miglioramento anche i mercati immobiliari per investimento di Slovenia, Serbia, Bosnia Herzegovina, seppur con le dovute proporzioni. Nell’ultima settimana, la locale Delta real estate (con base a Belgrado) ha annunciato la costruzione di uno shopping mall da 200 milioni di investimento a Belgrado e di un complesso misto da 110 milioni nella stessa città, che includerà tra l’altro l’InterContinental Hotel Belgrade. Altri 35 milioni verranno destinati agli headquarter del gruppo, mentre in Bosnia Erzegovina si sta sviluppando uno shopping center da 70 milioni (62.500 mq di superficie) e uno da 120 milioni vedrà la luce in Bulgaria. Nel 2017 Delta ha inaugurato a Lubiana, il primo hotel a cinque stelle.

Evelina Marchesini

Fonte Il Sole24Ore

Un bilancio del 2017.

I dati economici sono tuttora rassicuranti. Le cifre più recenti rivelano che il Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’Eurozona nel terzo trimestre è incrementato del 2,5% annuo su anno, un tasso di crescita superiore a quello degli Stati Uniti, (2,3%) e della Gran Bretagna (1,6%).

All’interno dell’Eurozona, la Germania ha registrato una crescita particolarmente forte, 2,3% anno su anno, grazie al commercio estero netto e agli investimenti, mentre la crescita economica in Italia, benché inferiore, ha raggiunto il livello più alto da sette anni.

Le economie dell’Europa dell’Est sono ancora più dinamiche. Gli ultimi dati sulla Bulgaria, la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Polonia, la Romania e la Slovacchia, mostrano un’accelerazione della crescita economica nell’intera regione dal 4,6% anno su anno nel secondo trimestre, al 5,3% anno su anno del terzo, al di sopra delle aspettative. La Romania con un tasso di crescita dell’8,6% anno su anno, è una delle economie più dinamiche del mondo.

Negli Stati Uniti nel terzo trimestre la crescita economica annualizzata ha raggiunto il 3% trimestre su trimestre, (2,3% anno su anno), per un secondo trimestre consecutivo. Il modello di previsione del PIL della Federal Reserve (Fed), per il quarto trimestre addirittura prevede un’accelerazione della crescita al 3,2% trimestre su trimestre. A breve termine appare probabile che l’economia verrà sostenuta dalle spese al consumo nel periodo delle feste e a lungo termine dai tagli alle imposte previsti dalla riforma fiscale già in fase di attuazione.

L’economia giapponese è cresciuta dell’1,4% annualizzato nel terzo trimestre, il settimo trimestre d’espansione consecutivo, il che rappresenta il periodo espansivo più lungo da un decennio. Tuttavia il PIL in Giappone è molto volatile.

Luigi Sottile

Cechia: L’ euro? Non ci interessa.

La Repubblica Ceca non ha bisogno del cosiddetto “Mister Euro”, un coordinatore per l’adozione della moneta unica, perché Praga non si sta preparando per entrare nell’Eurozona. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze, il miliardario ceco Andrej Babis.

L’economista Oldrich Dedek, che ha avuto il ruolo di “Mr. Euro” al ministero delle finanze durante gli ultimi 11 anni, dal prossimo mese assumerà un euro cracknuovo incarico alla Banca centrale e secondo Babis la posizione può essere eliminata. “Non abbiamo bisogno di nessun coordinatore, non ci stiamo preparando a entrare nell’euro – ha spiegato Babis al quotidiano Lidove Noviny – Lasceremo al prossimo governo la decisione sull’adozione della moneta unica.

Babis, con il suo partito di centro Ano, è dato per favorito in vista delle prossime elezioni di ottobre. Praga che è entrata nell’Ue nel 2004 non ha mai sponsorizzato l’adozione della moneta unica, nonostante rispetti praticamente tutti i criteri di accesso.

Fonte Aska News

Cechia-Italia interscambio record.

I rapporti commerciali fra Cechia e Italia stanno manifestando tassi di crescita da primato, secondo quanto evidenziato oggi a Praga nel corso di un forum dedicato ai rapporti commerciali fra i due Paesi, presente fra gli altri il sottosegretario agli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Benedetto Della Vedova. Quest’ultimo ha fatto notare con soddisfazione l’intensificazione dei rapporti commerciali italo-cechi, sottolineando in particolare “l’attenzione degli operatori per le opportunità presenti nei settori dell’alta tecnologia e biotecnologie, della meccatronica, delle nanotecnologie e del farmaceutico”.

In particolare la meccatronica italiana si propone come il settore con le maggiori prospettive di collaborazioni industriali in Repubblica Ceca. “Il focus cechia-italia interscambioodierno è infatti sui settori tecnologicamente più avanzati per fare entrare insieme Italia e Cechia nell’era dell’economia 4.0″ ha ulteriormente messo in rilievo l’ambasciatore Aldo Amati. Intorno ai tavoli della fase B2B una trentina di aziende italiane e una quarantina di controparti ceche.

L’interscambio commerciale fra Italia e Cechia ha rappresentato nel 2015 un valore totale di 10,54 miliardi di euro, con una crescita annua del 9,8%, il medesimo tasso di incremento dell’anno precedente. L’Italia è al sesto posto fra i paesi destinatari dell’export ceco, un flusso che ha manifestato lo scorso anno un incremento dell’11,%, per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro, soprattutto automobili e mezzi di trasporto (18,4%). Rispetto al totale dell’export ceco, si tratta di una quota del 3,77%, mentre raggiunge un livello addirittura del 5,5% per quanto riguarda il valore aggiunto creato da tutte le esportazioni ceche. Sul fronte opposto, l’Italia si colloca al quinto posto, con una quota del 4,01%, fra i paesi di provenienza delle importazioni ceche, con un aumento nel 2015 dell’11,3%, per un valore complessivo di 5,2 miliardi di euro.

Il Forum economico italo-ceco, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia. si è svolto oggi in occasione del più importante raduno annuale della Associazione piccole e medie imprese della Repubblica Ceca, con la partecipazione del presidente della Repubblica Milos Zeman, del ministro delle Finanze Andrej Babis e del ministro dell’Industria e Commercio Jan Mladek.

Fonte ASKA News

Il neopresidente USA Donald Trump e il feeling con la Cechia.

Del rapporto di Donald Trump con le donne si è detto in questi mesi praticamente di tutto, ma quasi nulla si è scritto dell’insospettabile feeling che ancora oggi lega il neopresidente statunitense alla ex suocera, novantenne, della Repubblica Ceca.

La signora si chiama Marie Zelnickova ed è la madre di Ivana, prima moglie di Trump, nonché nonna di Ivanka, la figlia prediletta del prossimo inquilino praga-2della Casa Bianca. Marie, nativa di Velke Pavlovice, un piccolo centro vinicolo della Moravia, risiede da quando era ragazza a Zlin, cittadina a due passi dal confine con la Slovacchia. Ma ormai sempre più mesi all’anno è solita trascorrerli a New York, dove risiedono l’unica figlia Ivana, i nipoti Ivanka, Donald junior e Eric Frederic, e gli amatissimi pronipoti.

Donald e Ivana si sposarono nel 1977. “Al matrimonio potè recarsi solo mio marito, che ormai non c’è più, perché le autorità comuniste dell’allora Cecoslovacchia consentirono il viaggio solo a un genitore”.

Molto vitale, a dispetto dell’età, Marie si è detta sin da subito convinta sostenitrice della candidatura del miliardario americano, al quale non ha mai fatto mancare il suo tifo, del quale ha parlato anche in qualche intervista apparsa sui giornali della Repubblica Ceca.

Per lei Donald è sempre rimasto il suo “Donik”, come ha raccontato, rivelando l’affettuoso vezzeggiativo in lingua ceca che è solita usare. “E devo dire che anche io per lui sono sempre rimasta la sua “babi” oppure “babrle” – nonna e nonnetta, nel dialetto della Moravia, NdR – che poi sono le uniche due parole in lingua ceca che Donald conosce” ha ricordato Marie anche di recente.

Il suo “Donik” dopo il burrascorso divorzio con Ivana, nel 1992, si è sposato altre due volte, ma la signora Zelnickova ne parla come se in tutti questi trump-presidente-usaanni fosse sempre rimasta lei la vera suocera, con una benevolenza quasi da non credere. Se si pensa all’atteggiamento della figlia Ivana, imprenditrice di successo e da anni regina del jet set internazionale, Marie è una donna completamente diversa, di una semplicità disarmante, con una immagine di contadina della Moravia, che con l’immancabile lusso della vita newyorkese sembra convivere piuttosto a fatica.

“A me dei lussi di New York interessa poco o niente. Mi piace molto anche vivere nella mia Zlin, dove tutti sanno chi sono e mi prendono come una di loro. Non mi comporto da gran dama. Mi piace fare le faccende domestiche e sino a qualche anno fa non mi facevo certo problemi a spazzare la neve, fuori da casa” racconta di sé, pronta però a illuminarsi quando parla del suo Donik: “E’ un ragazzo eccezionalmente laborioso e in famiglia è piacevole e molto divertente. Quando soggiorno a New York dai miei nipoti sulla Quinta strada, Donald non manca di passare a salutarmi e la mattina, prima di uscire per recarsi al lavoro al 58° piano della Trump Tower, spesso mi porta un gelato”.

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