Làkànì talentu do Itàlie.

Pro podporu zmezinárodnění podniků je zapotřebí vhodný personál s mezinárodními zkušenostmi a schopnostmi se přemisťovat z místa na místo. Po opatřeních, jež se přiklánějí k tak zvanému „návratu mozků“, které předpokládaly větší nároky na personál – týkající se odborné, nebo talentu-do-italieakademické kvalifikace a Evropského státní občanství – je členitým procesem vedoucí k ziskům , bylo počítáno i s pracujícími na „vedoucích místech“, anebo i s těmi, mající schopnosti vysoké kvality, anebo odbornosti“.

Plán se zdá být perfektní. Po ukončení Spojeného království v Evropské unii – Brexit, existuje nemálo pracujících, především z finančního odvětví, jež ztratili důvěru v perspektivu Spojeného království, nabízejíc brilantní kariéry a prestižní pozice. Podnět – jež už nicméně funguje u pracujících pocházejících z jakýchkoliv zemí – byl zákonem plánován již v minulém roce, avšak následně upraven a zaveden, se týká pracujících, kteří nebyli občany Itálie po dobu předešlých pěti let a rozhodují se přesídlit do naší země se závazkem, že zde zůstanou po dobu alespoň dvou let.

VÝHODY POBYTU V ITÁLII

Pro toho kdo již nutné náležitosti splňuje , spočívá zisk z odpočtu 30 ti procent z celkového výnosu z přímého daňového předpisu, tato odpočtená částka je pak aplikována do období, kdy došlo k přesídlení a potom i do následujících čtyř po sobě jdoucích období. Po přesídlení musí být pracovní činnost provozována v podniku sídlícím v Itálii a převážně v italském teritoriu. Kromě toho norma vyžaduje, od toho, kdo zisk užívá, aby byl zaměstnán v italském podniku, anebo, alespoň v odloučeném pracovišti téhož podniku s tím, že zůstane nadále zaměstnancem cizí společnosti ke které italský podnik přímo, anebo nepřímo patří.

Odměny. Itálie se snaží namlsat talenty na daňovou úlevu.

Valentino Amendola – traduzione Zuzanna Francis

Referendum e mercati: che cosa succederà?

Il risultato del referendum è molto incerto. Le conseguenze sull’andamento dei mercati e soprattutto di Piazza Affari, invece sono chiare.

Il 4 dicembre tutti i riflettori saranno puntati sull’Italia, che sarà impegnata nel referendum costituzionale voluto dal governo guidato da Matteo Renzi. Il voto, più che nel merito della legge, è visto dall’esterno, specialmente dagli investitori internazionali, come un test sulla tenuta del premier e un esame sulla stabilità dell’Italia.

Il referendum è un appuntamento che, con ogni probabilità, risveglierà la volatilità dei mercati finanziari. Di conseguenza saranno da monitorare con referendum-1estrema attenzione i movimenti di Piazza Affari, che nel 2016 ha regalato pochissime soddisfazioni, e dei Titoli di Stato, che comunque continueranno a godere almeno fino a marzo, della protezione del piano di quantitative easing da parte della Banca Centrale Europea.

I sondaggi prevedono un testa a testa serrato tra la vittoria del Si e quella della No. Rivelando al tempo stesso una grande fetta di elettori indecisi. Ad inizio anno il premier Renzi aveva ventilato un suo ritiro dalla scena politica, in caso di vittoria del fronte del No. Negli ultimi mesi, però, Renzi ha aggiustato il tiro delle sue dichiarazioni, non sciogliendo però i dubbi sulle sue prossime mosse, ma mostrandosi sicuro di una vittoria del Si.

“Se la riforma venisse respinta, il nostro scenario di base prevede le dimissioni di Renzi, un suo supporto a un governo di scopo e di durata limitata e le elezioni anticipate entro la metà del prossimo anno”, spiegano gli analisti di Deutsche Bank. D’altro canto la vittoria del Si sarà probabilmente lo scenario più favorevole ai mercati nel breve termine, senza però essere la panacea di tutti i problemi.

A fine settembre, infatti, il governo ha tagliato le sue previsioni di crescita dell’economia italiana per il 2017, all’1% contro un consensus fermo allo referendum-20,8%. Senza dimenticare le tante sfide che dovrà affrontare il sistema bancario nei prossimi mesi: il piano di risanamento di Mps, il rafforzamento patrimoniale di Unicredit e il consolidamento delle banche popolari. Proprio sulle banche, a detta delle case d’affari internazionali, potrebbero esserci gli effetti maggiori in caso di vittoria del No.

Entrando nel dettaglio del referendum costituzionale, le proposte della riforma vanno a modificare la nostra costituzione e prevedono l’eliminazione del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la riduzione del costo delle spese di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel (Consiglio nazionale per l’economia e il lavoro), e la revisione del titolo V della parte II della costituzione. Il referendum è confermativo e non prevede il raggiungimento del quorum, quindi affinché il risultato sia valido e la riforma entri in vigore, basterà che il numero dei voti Si sia superiore al numero dei voti No.

Dopo la Brexit l’Europa si trova quindi ad affrontare nuove sfide impegnative, non solo quest’anno, ma anche nel 2017. Gli investitori però possono sfruttare la volatilità a loro vantaggio.

Alberto Bolis

Cechia-Italia interscambio record.

I rapporti commerciali fra Cechia e Italia stanno manifestando tassi di crescita da primato, secondo quanto evidenziato oggi a Praga nel corso di un forum dedicato ai rapporti commerciali fra i due Paesi, presente fra gli altri il sottosegretario agli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Benedetto Della Vedova. Quest’ultimo ha fatto notare con soddisfazione l’intensificazione dei rapporti commerciali italo-cechi, sottolineando in particolare “l’attenzione degli operatori per le opportunità presenti nei settori dell’alta tecnologia e biotecnologie, della meccatronica, delle nanotecnologie e del farmaceutico”.

In particolare la meccatronica italiana si propone come il settore con le maggiori prospettive di collaborazioni industriali in Repubblica Ceca. “Il focus cechia-italia interscambioodierno è infatti sui settori tecnologicamente più avanzati per fare entrare insieme Italia e Cechia nell’era dell’economia 4.0″ ha ulteriormente messo in rilievo l’ambasciatore Aldo Amati. Intorno ai tavoli della fase B2B una trentina di aziende italiane e una quarantina di controparti ceche.

L’interscambio commerciale fra Italia e Cechia ha rappresentato nel 2015 un valore totale di 10,54 miliardi di euro, con una crescita annua del 9,8%, il medesimo tasso di incremento dell’anno precedente. L’Italia è al sesto posto fra i paesi destinatari dell’export ceco, un flusso che ha manifestato lo scorso anno un incremento dell’11,%, per un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro, soprattutto automobili e mezzi di trasporto (18,4%). Rispetto al totale dell’export ceco, si tratta di una quota del 3,77%, mentre raggiunge un livello addirittura del 5,5% per quanto riguarda il valore aggiunto creato da tutte le esportazioni ceche. Sul fronte opposto, l’Italia si colloca al quinto posto, con una quota del 4,01%, fra i paesi di provenienza delle importazioni ceche, con un aumento nel 2015 dell’11,3%, per un valore complessivo di 5,2 miliardi di euro.

Il Forum economico italo-ceco, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia. si è svolto oggi in occasione del più importante raduno annuale della Associazione piccole e medie imprese della Repubblica Ceca, con la partecipazione del presidente della Repubblica Milos Zeman, del ministro delle Finanze Andrej Babis e del ministro dell’Industria e Commercio Jan Mladek.

Fonte ASKA News

La disastrosa politica italiana dell’accoglienza.

Si ha la sensazione che, in tema di migrazioni, la nostra classe politica non abbia assolutamente contezza dei disastri, (economici, politici, sociali), causati dal fenomeno, dal suo proseguire, dal suo dilatarsi. Basterebbero due recenti affermazioni per capire che, secondo i vertici del nostro paese, l’Italia dovrebbe far propri e ancor più attuare, gli appelli buonisti del papa, il quale predica facile beneficenza con i portafogli altrui.

Matteo Renzi ha asserito: “L’Africa non è una minaccia ma una grande opportunità“. Quando un politico sostiene che una persona, un movimento, un evento, non rappresenta un danno, un problema, una difficoltà, perché invece costituisce una risorsa, una ricchezza, un’opportunità, siate pur certi che il vero pensiero è uno solo: c’è sotto la fregatura.

Quella persona, quel movimento, quell’evento, costituiscono altrettanti migranti-2disastri. Quale opportunità può mai rappresentare per noi l’Africa? Sarebbe bene che il presidente del consiglio, specificasse dove siano i fondi da elargire agli africani, fondi che spesso finiscono nelle tasche di politici intenti al proprio tornaconto, oppure per finanziare l’uno o l’altro versante di un conflitto civile o di una guerra fra Stati.

Indubbiamente, Renzi rimanderà la palla all’Europa, come sempre: l’Europa deve, l’Europa provveda, l’Europa pensi. Peccato che i comportamenti dei paesi dell’oriente come dell’occidente europeo, fino allo Stato che potrebbe addirittura lasciare l’Europa, (cioè l’Inghilterra), siano tutti ostili all’accoglienza: preferiscono lasciarla ai moniti, ammonimenti, auspici bergogliani, senza impegnarsi. Peccato, poi, che si passi sempre sotto silenzio la distanza che c’è fra migranti economici e profughi da guerre: molti sono i richiedenti asilo, pochi quelli che ne hanno diritto.

Il capo dello Stato, a sua volta, ha identificato l’Italia in un ponte con l’Africa. Peccato che non si tratti di un ponte per condurre in Europa emigranti, ma soltanto per accoglierli in casa nostra. Sembra quasi che al Quirinale si giudichi che non ci sia un sufficiente arrivo di disperati e si vogliono invitarne altri, con generosa offerta.

Ci si dimentica che in Europa nessuno in concreto li vorrebbe, mentre tutti fanno l’impossibile per lasciarli alloggiati proprio sul “ponte”.

Marco Bertoncini

Direttiva Bolkestein contro italici privilegi e monopoli.

Violazione del diritto dell’UE. È il macigno scaricato dalla UE sul nostro Paese, che non per niente è caratterizzato da una selva di privilegi e monopoli, di diritto o di fatto. La questione è nata da una diatriba sulle concessioni balneari, siamo stati abituati da sempre a vedere gli stessi bagnini sulle nostre spiagge, canoni demaniali irrisori a fronte di pingui direttiva-bolksteinricavi. La Corte di Giustizia Europea con sentenza dello scorso 14 luglio è intervenuta, non sulla questione del demanio italiano che non rende, ma sul rinnovo automatico delle concessioni e quindi sulla mancanza di concorrenza.

Conosciuta come Direttiva Bolkestein (da Frits Bolkestein, commissario europeo per il mercato interno della Commissione Prodi), si tratta più precisamente della normativa dell’Unione Europea 2006/123/CE. Presentata dalla Commissione europea nel febbraio del 2004 ed emanata nel 2006, è stata recepita dalla legislazione italiana con l’approvazione del decreto legislativo numero 59 del 26 marzo 2010 pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 23 aprile 2010. La norma è incentrata sui servizi all’interno dell’Unione Europea, in questo caso per l’appunto si parla della concessione delle spiagge italiane.

La legislazione italiana prevede che le concessione per lo sfruttamento turistico di beni demaniali marittimi e lacustri vengano automaticamente rinnovate fino al 2020. Alcuni privati in Sardegna e sul lago di Garda, cui questa possibilità di rinnovo quadriennale è stata negata, si sono rivolti al TAR che ha investito della questione la Corte di Giustizia UE. Nella sentenza la Corte ha stabilito che è potere del giudice nazionale stabilire se la direttiva Bolkestein è applicabile o meno; in caso affermativo si deve fare riferimento all’art. 12 il cui dettato norma il caso di scarsità di risorse naturali e quindi della necessità conseguente di limitare il numero di autorizzazioni disponibili. In questa tipologia la concessione deve comunque essere pubblica, trasparente, pubblicizzata e non prevedere assolutamente il rinnovo automatico della stessa. Su questo punto il contrasto tra la norma europea e la legislazione italiana è più che evidente.

Nel caso invece che la Direttiva non sia applicabile, si è di fronte ad un interesse sovranazionale, ne consegue che anche in questo caso le concessioni non possono essere automaticamente rinnovate. La Corte ha rosolina-20chiarito che si creerebbe una situazione di palese violazione della libera concorrenza e ciò contrasta con il principio di la parità di trattamento tra imprese nazionali e straniere.

Le associazioni di categoria sono in rivolta, in Liguria il Presidente della Regione Toti e l’assessore al Demanio stanno cercando di tranquillizzare i sindaci, gli stabilimenti balneari hanno esposto l’Union Jack in segno di approvazione della Brexit. Viene paventato il pericolo che le nostre spiagge, o meglio gli stabilimenti ivi presenti, finiscano in mano alle grandi multinazionali estere. Resta il fatto che i dati riportano un canone pagato allo Stato oscillante tra i 6.000 ed i 9.000 euro annuali a fronte di incassi per i gestori tra i 150.000 ed i 300.000. Numeri che come sempre in Italia sono soggetti a contestazioni ed interpretazioni, ma i dati ufficiali del 2005 riportano che, complessivamente, gli stabilimenti in concessione (per zone demaniali marittime e lacustri) a fronte di un pagamento del canone annuo pari a 40.128.521 euro, hanno vantato un fatturato annuo di ben 1.967.539.602 euro (Dati aggiornati al 2005. Fonte: elaborazione Patrimonio dello Stato S.p.A. su dati S.I.B. e FIPE srl).

Le modifiche di legge seguenti non hanno portato particolari differenze se è vero che ancora nel 2014 lo Stato ha incassato dai canoni del demanio marittimo una cifra in calo rispetto ai 102,6 milioni del 2012 e ai 102,1 milioni del 2013, contro un giro d’affari stimato prudenzialmente in 2 miliardi di euro annui. Inoltre, per il secondo anno consecutivo, il governo ha inserito nel decreto sull’Irpef, quello degli 80 euro in busta paga, una norma che consente ai 32 mila imprenditori del settore di versare l’affitto a fine stagione (15 settembre), anziché all’inizio.

Maurizio Donnini

Leggi QUI l’articolo originale

Pagina 3 di 1012345...10...Ultima »

Pin It on Pinterest

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close