Forum Ambrosetti: il PIL slovacco è cresciuto più di quello USA.

Negli anni della crisi tre Paesi europei hanno visto crescere il PIL più degli Stati Uniti: si tratta della Polonia, della Slovacchia e la Svezia. L’Italia invece è in coda e ha fatto meglio solo della Grecia e del Portogallo.

E’ quanto emerge da una ricerca sul tema ‘Challenges and Priorities for Europe’ realizzata da Ambrosetti per la seconda giornata dei lavori del Forum di Cernobbio.

Lo studio, che considera gli indicatori economici degli ultimi dieci anni dei 20 Paesi UE che fanno parte anche dell’Ocse, si concentra sul periodo della crisi (2008-2012). Sul fronte del lavoro, in questo lasso di tempo solo la Germania, la Polonia, l’Ungheria e l’Austria hanno registrato tassi di occupazione positivi.

L’Italia si è piazzata a metà, all’undicesimo posto.

Leggi QUI l’articolo originale.

Circolare n. 4: improvvisarsi operatori esteri. Grosso errore!

 

E’ indiscutibile che ultimamente Rep. Ceca e Slovacchia, abbiano goduto dell’interesse di tantissimi connazionali, che qui vedono e a ragione, una valida alternativa di vita e imprenditoriale al “Letta-maio” Italia.

Ma questo non basta per poter iniziare un percorso estero, un brand-impact e benchè meno improvvisarsi imprenditori esteri; queste azioni, non mi stancherò mai di dirlo, richiedono una approfondita conoscenza del mercato e del sistema di lavoro, culturale e imprenditoriale del paese estero dove si vuole operare. Andare in Rep. Ceca insomma, e costituire una società, magari con l’ausilio della prostituta conosciuta la sera prima al night, potrebbe risultare estremamente oneroso oltrechè pericoloso.

Ultimamente infatti ricevo parecchie segnalazioni da parte di persone che stanno avendo parecchi problemi con le loro neonate società, SRO, per il semplicissimo fatto di non avere seguito alla perfezione tutti gli step che portano alla costituzione delle stesse. E questo, ovviamente accade, perchè 1) si optà per il fai da te, nel senso che si va da soli nei vari uffici finanziari o al massimo in compagnia di maldestri/e interpreti ; 2) ci si affida a consulenti improvvisati.

Signori cari, le professionalità non si inventano! Bisogna necessariamente affiancarsi ad un consulente preparato ed introdotto nel mercato in cui si vuole operare. Aprire una società in Rep. Ceca o in Slovacchia, non è come aprirla in Italia. Non tanto per una questione di difficoltà, poiché è indubbia la semplicità non solo dal lato fiscale, che offrono CZ e SK. Ma per una questione di decifrazione delle varie necessità in seno ai vari organismi pubblici che determinano la creazione dell’entità commerciale.

A questo ci dovete aggiungere una oggettiva difficoltà linguistica, che i due idiomi rappresentano, e l’entroterra culturale-imprenditoriale italiano, assolutamente specifico e singolare, che mal si adatta, se non governato correttamente, alle logiche operative estere. In altre parole, Voi esportate si Made in Italy, ma nel sistema del paese in cui operate. Non potete pensare di farlo a Praga o a Brno, con lo stesso sistema che lo facevate a Milano o a Bergamo.

Questo in termini astratti, poi, all’atto pratico, è necessario avere la più completa visione degli adempimenti burocratici necessari; e questa visione completa ve la dà solamente chi ha la pratica materiale nella costituzione delle società. Altrimenti finite un’ adempimento e ne dovete iniziare immediatamente un altro, questo con evidente dilatazione dei tempi e con un esagerato esborso di denaro. Praticamente pensate di risparmiare i costi del consulente, ed invece Vi ritrovate a pagare il doppio, perdendo tempo.

Non solo! Questo Vi rende esposti, per non dire alla mercè, di un meccanismo di controllo implacabile e raffinato, che Vi creerà notevoli difficoltà operative. Perchè ricordateVi, che si in Rep. Ceca si pagano solo il 19 % di tasse sull’utile, (il 23 in Slovacchia), e le procedure sono tutte semplificate, ma quel 19 % di tasse bisogna assolutamente pagarlo e quelle procedure vanno assolutamente rispettate. Pena la galera! Non scherzo!

Ecco allora che improvvisarsi operatori esteri, è un grosso errore. Da non fare, credetemi!

 

Ersilio Gallimberti

Slovacchi gran lavoratori!

 

Gli slovacchi, secondo un recente sondaggio OCSE, sono la decima popolazione più laboriosa al mondo, conteggiando il numero di ore trascorse al lavoro. Hospodarske Noviny ha scritto di questo giovedì 18 luglio 2013, in uno speciale di più pagine. Il vice presidente di una importante aziende di risorse umane nel settore IT, la T-Systems, ha detto al quotidiano finanziario che la gente sa apprezzare i buoni posti di lavoro, che del resto sono scarsi, e dunque è disponibile a lavorare di più.

 

L’indagine rivela che solamente il 4% degli occupati in Slovacchia passa al lavoro meno di otto ore al giorno, un dato che non ha paralleli all’estero, dove per esempio in Europa occidentale le madri gradiscono un impiego part-time. Se però la cosa può valere per i paesi più avanzati, dove la differenza di stipendio di chi lavora a tempo parziale non ha un grosso impatto sullo standard di vita. Ma questo non vale in Slovacchia, ha detto un funzionario dell’agenzia di ricerca lavoro Trexima, dove i salari sono più bassi. Con salari che raggiungono i 600 euro (lordi) al mese, ha confermato il capo del sindacato KOVO, Emil Machyna, non è sufficiente andare a lavorare per mezza giornata per 300 euro al mese.

 

In base ai dati OCSE, il dipendente medio in Slovacchia lavora 1.749 ore all’anno per un reddito di 14.500 euro. In Messico, paese che si trova al primo posto della classifica, si lavorano 2.317 ore e lo stipendio è di 7.517 euro, non lontano da Cile e Corea del Sud. Anche Estonia, Russia, Polonia, Stati Uniti, Ungheria e Giappone sono parte della lista chiusa dalla Slovacchia.

 

Un articolo di commento del giornale spiega però come i dati statistici siano falsati da una serie di fattori, tra i quali gli straordinari. Questi sono regolati dalla legge, ma le registrazioni nelle diverse imprese di questi dati non sono molto precise, in particolare nelle imprese private. La poca attrattiva del lavoro part-time, si legge, è anche dovuta al fatto che è a volte più conveniente rimanere a casa e aspettare il sussidio di disoccupazione.

 

Leggi QUI l’articolo originale e QUI la classifica OCSE.

Slovacchia: novità legislative su investimenti e PA.

Il Parlamento ha approvato le modifiche agli atti n° 175/1999 GU sui preparativi per gli Investimenti Significativi e n° 50/1976 GU sulla Pianificazione Territoriale il 26 giugno. Questi sono stati proposti dai Parlamentari dello “Smer” Maroš Kondrót, Michal Bagačka e František Peter e mirano ad accelerare il processo di approvazione per gli investimenti significativi, migliorando così l’ambiente imprenditoriale.

Ogni investimento che supera i 100 milioni di € e che crea almeno 300 nuovi posti di lavoro sarà considerato significativo, così come tutti gli altri concessi da parte del governo.

In caso di un investimento significativo, una posizione vincolante del comune in una procedura riguardante la pianificazione territoriale non sarà più necessaria, e l’espropriazione della terra sarà più facile.

Precedentemente, i comuni potevano fermare ogni investimento. Questa è la stessa procedura già applicata alla costruzione di autostrade e superstrade.

Data di decorrenza: 1 agosto 2013.

Inoltre, in tema di Pubblica Amministrazione, il Parlamento ha approvato una nuova legge sulla Organizzazione della Pubblica Amministrazione in data 19 giugno.

Dal 1 ° ottobre, 72 nuovi uffici distrettuali sostituiranno gli attuali 248 uffici amministrativi statali locali, in linea con la seconda fase della riforma della pubblica amministrazione ESO.

In autunno, gli uffici per l‘ambiente locale, il traffico stradale, forestale, e quelli catastali saranno chiusi. Questa seconda fase della ESO dovrebbe far risparmiare 11,5 milioni di € in un anno.

L’obiettivo fondamentale del cambiamento è quello di snellire la pubblica amministrazione.

Data di decorrenza: 1 ottobre 2013.

Leggi QUI l’articolo originale.

Slovacchia: Maggio 2013 – Overview Industriale.

L’industria in Slovacchia ha mantenuto una moderata crescita su base annua nel mese di maggio. Come affermano i dati dell’Ufficio diStatistica, la produzione industriale di maggio, destagionalizzata, è stata superiore del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tra le singole macro componenti industriali, la maggior crescita annua si è verificata nelle industrie estrattive (+7,6%), seguita dalla manifattura industriale (+2,8%). A livello mensile, si registra a maggio un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ad aprile, mentre nei primi cinque mesi dell’anno l’incremento si attesta al 2,7%.

Quanto ai settori, crescite significative annue dell’indice si sono viste nella produzione di apparecchiature elettroniche (+22%), tessile e abbigliamento, cuoio e pelle (+26,4%), e coke e prodotti petroliferi raffinati (+54,6%). Cali pesanti nella produzione di computer, prodotti di elettronica e ottica (-8,1%), e in altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e attrezzature (-17,1%).

Leggi QUI l’articolo originale.

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