Immatricolazioni auto: Cechia +16,7%, Slovacchia +23,6%.

Nel febbraio 2014, per il sesto mese consecutivo, la domanda di nuove automobili è aumentata nell’Unione europea, con un +8% di nuove immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2013 e un +6,6% in un confronto tra il periodo gennaio-febbraio 2014 e gennaio-febbraio 2013, ha comunicato oggi l’Acea, l’Associazione dei costruttori europei di automobili.
Note positive in questo senso arrivano anche dall’area della Nuova Europa. Nei primi due mesi del 2014, 2.883 auto sono state immatricolate in Bulgaria (+26,5% rispetto allo stesso periodo del 2013), 4.109 in Croazia (+14,7%), 26.417 in Repubblica ceca (+16,7%), 415.345 in Germania (+5,7%), 10.742 in Grecia (+11,3%), 9.330 in Ungheria (+24,5%), 1.871 in Lettonia (+20,8%), 2.270 in Lituania (+27,6%), 61.774 in Polonia (+22,7%), 8.768 in Romania (+10,9%), 10.840 in Slovacchia (+23,6%) e 8.693 in Slovenia (+6,1%).
In controtendenza i dati in arrivo invece dall’Estonia, dove nei primi due mesi dell’anno in corso sono state immatricolati 3.027 veicoli privati, -1,3% rispetto allo stesso periodo del 2013.
Va tuttavia segnalato, ricordano dall’Acea, che malgrado gli aumenti percentuali le figure assolute – 861mila auto immatricolate a febbraio 2014 nell’Ue – rappresentano il secondo risultato più basso per il mese di febbraio da quando l’associazione ha iniziato a produrre serie di statistiche per l’Ue allargata, ossia dal 2003

Fonte Ansa Europe

Slovacchia: Fitch conferma rating A+ e outlook stabile.

L’agenzia Fitch ha confermato il rating A+ per la Slovacchia con outlook stabile. La decisione riflette, si legge in una nota dell’agenzia di rating, le performance economiche di Bratislava, che continuerà a registrare tassi di crescita superiori a quelli della media dell’Eurozona. Nel 2014, Fitch prevede una crescita del Pil slovacco del 2,4%. Note positive per Bratislava anche per quanto riguarda il ”solido settore bancario”, il ”basso livello di indebitamento privato” e il buono stato di salute delle finanze pubbliche, rafforzato dalle importanti politiche di consolidamento fiscale attuate dal 2009 a oggi. Dato negativo invece quello dell’alta disoccupazione, strutturale, oggi al 14%.

Fonte Ansa Europe

Slovacchia: con il Tocai l’economia è OK!

Il marchio con il nome “Tokaj” può essere utilizzato anche dalla Slovacchia per la produzione del vino. Questa è la sentenza della Corte Europea di Giustizia. I viticoltori slovacchi hanno accolto la decisione con favore. Il Presidente dell’Associazione Slovacca per il vino Tokaj, Géza Nagy ha dichiarato che le condizioni per la produzione dell’uva e la produzione del vino sono le stesse sia in Slovacchia che in Ungheria.

Gli enologi ungheresi, d’altra parte, hanno accolto con sfavore la sentenza. Il doppio uso del brand Tokaj, in Slovacchia e in Ungheria confonderà sicuramente i clienti, dicono.

L’area vinicola del Tokaj si estende attraverso la Slovacchia e l’Ungheria ed entrambi i Paesi sono in lotta da anni, per l’utilizzo di questo marchio di fabbrica. Non sono riusciti a delineare neanche i confini della regione del vino in Slovacchia. Il marchio Tokaj è nel registro ufficiale dell´UE registrato dall’Ungheria. La Slovacchia è riuscita a registrare il marchio “La regione del vino Tokaj”.

ECONOMIA

Secondo la stima dell’ufficio statistico SU, l’economia slovacca è cresciuta dello 0,9% in termini reali lo scorso anno. Nel quarto trimestre, il ritmo di crescita è accelerato fino al 1,3%, il ritmo più veloce negli ultimi anni. L’elevata crescita reale, però, deriva principalmente dalla bassa inflazione, la crescita nominale del quarto trimestre (1,5%) è stata alla pari con la crescita nel primo e nel terzo trimestre (1,4%).

L’ufficio SU pubblicherà un’analisi dettagliata della crescita il 5 marzo. Gli analisti dicono che mentre le esportazioni sono state il fattore chiave della crescita, anche i consumi interni e la costruzione hanno recuperato verso la fine dell’anno. La crescita lenta non crea posti di lavoro. Il grado di occupazione non è cambiato nel quarto semestre di quest’anno rispetto a quello del 2012.

Quest’anno, l’economia dovrebbe crescere intorno al 2%. Questo non sarà sufficiente a ridurre la disoccupazione in modo significativo.

Fonte CCIS

Circolare n. 5: come si vive in Cechia e Slovacchia?

La domanda è frequentissima e tanti di Voi, che mi contattano tramite est consulting, sono molto incuriositi della cosa ; altri invece ostentano una conoscenza completamente distorta dettata esclusivamente dall’ignoranza, come il fatto che in Rep. Ceca e Slovacchia, ci sia gente che fa la fila per prendere il pane oppure che le strade siano tutte rotte e invase dai briganti.

Niente di più sbagliato ! La Rep. Ceca e la Slovacchia sono due realtà che stanno rapidamente raggiungendo i vertici di tutte le classifiche europee e mondiali, per sviluppo economico e qualità complessiva della vita. E questo non è dovuto, credetemi, ai finanziamenti europei. Il ruolo dell’UE, anche se non si può definire marginale, non si può certo dire che sia stato determinante. Marginale nel senso che si, è vero, i due paesi, soprattutto la Slovacchia, hanno beneficiato di abbondanti finanziamenti da parte della Comunità, ma questi hanno avuto come contropartita il legame stretto tra i due paesi e le più importanti mayor europee, che sempre nei due paesi hanno trovato pianta stabile per consolidare i loro business e per pagare meno tasse, il tutto assolutamente sacrosanto per carità.

Ma questo va detto per sgombrare il campo da eventuali disquisizioni di tipo idealistico e altruistico sui piani di finanziamento UE ; la Comunità Europea non è un’anima pia, animata da spirito caritatevole, ma un grande business, animata nel fare sempre più soldi !

Determinante nel senso che tutto questo sviluppo economico e sociale lo si deve esclusivamente alla bontà delle loro genti, cechi e slovacchi, che si sono rimboccate la maniche a darci dentro per lavorare e migliorare le loro condizioni di vita. E questo è un grande merito che dobbiamo dare alle genti ceche e slovacche.

Poi da non dimenticare l’ordine sociale e la sicurezza, tutti valori che in Italia stanno andando via via scomparendo. In questi due paesi l’ordine regna sovrano. Te ne accorgi quando vai al parcheggio del centro commerciale, dove tutte le auto sono correttamente parcheggiate. Te ne accorgi quando vai all’ufficio postale, dove tutti gli sportelli sono aperti, la gente in fila e l’operatore solerte. La stessa cosa quando si va in banca oppure in qualche ufficio pubblico, per scartoffie e burocrazia varia. Te ne accorgi quando vai all’ospedale per una ferita, una medicazione o una semplice visita di controllo.

Insomma tutto è basato al soddisfacimento delle necessità del singolo, nel rispetto dell’interesse collettivo. La sicurezza poi è ai massimi livelli. La polizia è rispettata e la Magistratura funziona correttamente ; qui si va sotto processo dopo qualche mese, alla faccia dei cinque anni che ci vogliono in Italia.

Non ci sono mendicanti per strada, zingari ai parcheggi e alle stazioni dei treni e ci si può anche dimenticare la macchina aperta con le chiavi sul cruscotto – imperdonabile errore nelle grandi città italiane. Che dire poi dei furti in case e appartamenti, uno dei tanti flagelli italiani. Qui i reati contro il patrimonio sono ridottissimi e se sorprendi un ladro in casa tua e lo ferisci anche gravemente, non rischi nulla, anzi vieni lodato, non come in Italia che ti arrestano.

I telegiornali mandano in onda servizi sul crollo del palo della luce o sul gattino rimasto intrappolato in cima all’albero, veramente, non scherzo. I telegiornali in Italia quotidianamente parlano di rapine, furti, truffe, violenze, anziani derubati, politici arrestati per corruzione, mi domando : dove andrà mai a finire il cosiddetto Bel Paese ?

Un aspetto importante, che voglio sottolineare comunque, e che qui lo stile di vita è completamente differente da quello italiano ; la nostra e la loro sono due culture diametralmente opposte, completamente differenti. La nostra matrice è mediterranea la loro è nordica. Sono popoli riservati e taciturni, questo dovuto sia al prevalente clima rigido, che non favorisce certamente la convivialità nei canoni a noi usuali, sia ai 48 anni di regime, dove controllo del prossimo e delazione erano sempre in agguato.

Ma è la matrice culturale comunque la grande differenziazione tra noi e loro ; e io sono affascinato da questa cultura, da questo modo di vivere, fatto sta che sono ventitré anni che la respiro.

Anche questo è un elemento importante da dire perché se non si è adeguatamente informati, il primo impatto con Rep. Ceca e Slovacchia potrebbe essere drammatico. In questi due paesi non esiste l’Happy Hour, non ci sono le vecchiette sedute fuori dalla porta di casa o alla finestra. Alle cinque del pomeriggio i negozi chiudono, la gente qui non fa le “vasche” per il corso, quindi tante medie e piccole città possono dare quel senso di abbandono, di vuoto, che non corrisponde comunque alla verità. La gente c’è, solo che sta in casa oppure all’Hospoda, l’osteria in ceco e slovacco.

Sono sincero : i più bei locali della vita mia gli ho visti proprio in Rep. Ceca e Slovacchia. Questo perché ogni locale assume quei contorni personalistici che proprio l’intima frequentazione e il viverli quotidianamente comporta. L’osteria, il bar, il locale pubblico, rappresenta il momento più importante, probabilmente più determinante nella socializzazione in tutti i popoli del nord e dell’est.

E comunque nei bar non c’è gente che urla, ma la gente parla con tono normale, tante volte quasi sottovoce, per non disturbare, questo per un grande senso di rispetto per il prossimo, valore così tanto vituperato nel cosiddetto Bel Paese.

Quindi, a domanda risponde : come si vive in Rep. Ceca e Slovacchia ? Molto meglio che in Italia.

 

Ersilio Gallimberti

Slovacchia: anche nel 2013 la maggior crescita economica di tutti i paesi UE.

Anche per quest’anno 2013 la Slovacchia conferma la migliore performance economica di tutti i paesi UE. Lo si evince dai dati diffusi dall’Istituto di Statistica resi noti mercoledì 11 dicembre e dai quali si legge un aumento del 0,9% su base annua nel terzo trimestre. Riassumendo la tendenza di tutto l’anno, questi dati vanno ad aggiungersi al +0,5% del primo trimestre e al +0,8% del secondo. Il PIL è quindi aumentato su base trimestrale dello 0,2% nei mesi luglio-agosto 2013 rispetto ai tre mesi precedenti, mentre nel secondo trimestre la crescita è stata del 0,3% L’analista Lubomir Korsnak di Unicredit, sollecitato a proposito, afferma che buona parte di questo positivo sviluppo viene dalle esportazioni , +2,1% nel primo trimestre ; molto meno dalla domanda delle famiglie che ha registrato solamente un piccolo +0,1% su base annua, sempre utile comunque nel maturare un effetto stabilizzante sull’intera economia slovacca.

d. R.

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