Fare business in Slovacchia è più facile !

Secondo una recente indagine condotta dall’OECD (l’organizzazione mondiale per la cooperazione e lo sviluppo economico), fare business in Slovacchia è più facile.
Dallo studio condotto in riferimento alla regolamentazione di mercato dei prodotti, si evince che in Slovacchia il livello di regolamentazione, per la maggior parte delle volte sinonimo di rallentamento e “ostruzione” del business, è inferiore alla media dei paesi OECD, posizionandosi al 12° posto tra i 29 paesi valutati, e considerando il precedente 22° posto del 2008, si può dire che abbia notevolmente migliorato la sua posizione nella classifica dei luoghi più adatti in cui poter svolgere attività di impresa tra i paesi membri dell’organizzazione. I paesi con le regolamentazioni più basse sono i Paesi Bassi e il Regno Unito.
Gli indicatori utilizzati nell’analisi sono basati sulle caratteristiche delle strutture e delle politiche di regolamentazione, valutando 3 elementi principali, vale a dire il controllo dello Stato, le barriere all’imprenditorialità e gli ostacoli al commercio e agli investimenti esteri.
L’economia slovacca vanta un miglioramento in tutti e tre gli elementi, riscontrandone il più significativo nella riduzione delle barriere all’imprenditorialità.
Tuttavia, secondo il Ministero dell’Economia slovacco, ci sono altre sfide da affrontare, come il miglioramento dell’applicazione della legge, o la semplificazione del metodo di riscossione di tasse e contributi.

Fonte CCIS

Salini-Impregilo, contratto da 410 milioni in Slovacchia.

Un contratto del valore di 410 milioni per la realizzazione di un tratto autostradale in Slovacchia è stato aggiudicato a un raggruppamento di imprese guidato da Salini-Impregilo con una quota del 75%. Il tratto fa parte del corridoio 5 del Trans-European Networks (TEN) tra Bratislava e l’Ucraina ed è finanziato dall’Ue e dal governo Slovacco. I lavori dureranno circa 5 anni e mezzo e permettono al gruppo italiano di entrare in un nuovo mercato fortemente finanziato dall’Ue.

Fonte Ansa Europe

Circolare n. 6: l’inusuale emigrazione italiana in Cechia e Slovacchia.

Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello !”

 Dante – Purgatorio – Canto VI (76-78)

E questo lo scriveva il buon Dante Alighieri ancora nel 1300 o giù di li. Questo significa che per il cosiddetto popolo italiano, è proprio una propensione fisica e filosofica, quella di complicarsi la vita.

Si sottostima che negli ultimi 100 anni, almeno 50milioni di italiani siano emigrati, abbiano abbandonato la loro terra natia, per cercare un lavoro, per cercare un’opportunità di vita, per “cercare fortuna” come semplicisticamente si tenta di definire la questione. Praticamente è come se un’altra Italia avesse varcato i confini nazionali, e si fosse stabilita in altri paesi, in altre parti del globo, per soddisfare quello che è il bisogno primario di ogni essere umano, quello di sopravvivere.

Perchè è proprio questo che cercavano i nostri nonni, i nostri padri, quando andavano all’estero : sopravvivere !

In qualunque parte del mondo voi andiate, state sicuri che troverete un italiano, che lavora, che ha una famiglia, che si è costruito un brandello di avvenire che la sua terra natia gli ha negato. C’è un fatto che considero terrificante : cioè dire che il proprio paese, la propria nazione, non sia in grado di soddisfare i bisogni minimi dei suoi abitanti e che gli obblighi ad emigrare. E’ assolutamente terrificante!

Vogliamo parlare dell’ inarrestabile fuga di cervelli all’estero ? Vogliamo poi parlare dei personaggi famosi della cultura e dello spettacolo che vivono all’estero ? Sophia Loren arrestata e ristretta in carcere in Italia, per futili questioni fiscali, leggi QUI. Immediatamente rilasciata ma che da anni vive in Svizzera. Le stupide noie fiscali di Mina. Liliana de Curtis, la figlia del grande Totò, mandata a vivere e lavorare in Sud-Africa, perché il principe disse : “In Italia non è cosa buona !”

L’emigrazione sta purtroppo tornando d’attualità negli ultimi anni. Le sempre più difficili condizioni di vita in Italia, l’incredibile recessione economica, il precipitare della sicurezza, il trionfo dei raccomandati, le tasse alle stelle, tutte queste condizioni hanno generato una nuova ondata migratoria, verso paesi sicuramente più attraenti, sicuri e ricchi. Italia popolo di santi, poeti e navigatori. Terminati i santi e i poeti, sono rimasti i navigatori …

L’emigrazione italiana si è storicamente indirizzata in paesi ricchi, pieni di opportunità e risorse : in Europa sicuramente la Germania, dove la presenza italiana è massiccia, ben radicata e organizzata con una fitta rete di mutuo soccorso. Nel mondo sicuramente le due Americhe ; in Argentina specificatamente ci sono interi paesi abitati da migliaia di emigranti veneti e friulani. Idem in Australia. Dappertutto la comunità italiana si è sempre distinta per la sua operosità e intraprendenza. Dall’altro lato i paesi stranieri si sono sempre dimostrati ospitali e generosi, a parte qualche sporadico evento negativo.

Questo senza dimenticare però che l’emigrazione è per definizione un evento traumatico e drammatico ; tanti italiani hanno superato questa fase con disinvoltura e semplicità, addirittura mostrando totale disinteresse nel mantenere legami con la madre-patria. Altri invece no, cercando continuamente quel contatto, quel legame più o meno intimo, con le loro radici, con il loro paese. I brasiliani la chiamano “saudade”, nostalgia.

Un discorso a parte merita l’emigrazione italiana in Rep. Ceca e Slovacchia, uno perché è sicuramente più recente dal punto di vista temporale, due perché è stata animata da altre istanze che non quelle classiche della sopravvivenza.

Rep. Ceca e Slovacchia non sono storicamente paesi ricchi, quindi paesi “migratori” nel senso canonico del termine, però hanno visto e stanno vedendo tuttora un sempre maggior interesse da parte del “non-popolo” italiano.

Alcune ragioni sono senza dubbio il basso costo della vita, degli affitti, degli immobili, la bassa pressione fiscale, che ha attratto numerosi imprenditori, per ottimizzare la loro fiscalità o per delocalizzare intelligentemente.

Altre ragioni sono lo stile di vita, i silenzi, il rispetto del verde, il rispetto del prossimo, l’amore, (etero e omo) ; infine, ma non per ultimo, la necessità di sfuggire a noie in Italia o anche, nel peggiore dei casi, a mandati di cattura. E si purtroppo.

La differenza fondamentale che esiste nell’emigrazione italiana in CZ e SK, sta proprio nel fatto che non è un’emigrazione creata dal bisogno e dalla necessità di costruirsi un avvenire ; in una parola sola ma significativa, non è un’emigrazione povera. Ma è un’emigrazione ricca, che è dettata dalla convenienza e tante volte, credetemi, dalla necessità di “parcheggiarsi” in un ambiente ospitale ed economico, per un certo periodo della propria vita.

Perchè che Rep. Ceca e Slovacchia siano ospitali questo è fuori di ogni dubbio, e che ci siano certi italiani che abusino di questa ospitalità è ancorchè fuori dubbio.

Nella mia esperienza più che ventennale ne ho visto di tutti i colori, credetemi. Infatti questa condizione di “parcheggio”, più o meno lungo, non viene spesso vissuta nella giusta dimensione della convenienza che citavo poc’anzi. Ma viene intesa come una costrizione, generando frustrazioni e disagi esistenziali della serie: “Vorrei vivere all’italiana ma non posso!” Che cosa ci sarà poi di tanto bello nello stile di vita italiano non riesco a capirlo ; a parte la cucina e il vino, in Italia non è rimasto più nulla!

Questo disagio esistenziale, che viene generato dalla non accettazione al paese ospitante, si estrinseca altresì nella critica continua, nella denigrazione, nella non accettazione delle regole di vita basilari del paese stesso. Purtroppo taluni emigranti possono anche diventare completamente scemi, soprattutto quando la materia grigia contenuta nella scatola cranica è molto poca !

Tutto questo ragionamento per dirvi una cosa molto semplice: applicate sempre la formula dubitativa al vostro interlocutore italiano in CZ e SK. Semplicemente perché non sapete, in prima battuta, con chi avete a che fare: se si tratta di uno che è venuto in Rep. Ceca e Slovacchia per amore dei paesi, del loro stile di vita, per convenienza fiscale, per convenienza penale, per “parcheggiarsi” qualche anno. Perchè ovviamente le interpretazioni e le risposte ai quesiti che vi verranno date, saranno variabili a seconda dell’interlocutore e della sua esperienza di vita vissuta all’estero. Per i ceco/slovacco-scettici, tutto sarà negativo, tutto farà schifo, tutto sarà animato dalla logica del denaro e dell’opportunità, dimenticandosi però dove vivono e perché vivono in quella realtà. Dai ceco/slovacco-ottimisti, tutto sarà bello, rose e fiori, dolce e profumato allo stesso tempo, dimenticandosi altresì di altri paesi in giro per l’Europa, autentici modelli di vita e stato sociale.

Il paradiso non fa parte di questa terra e probabilmente neanche di questa vita. Quindi lodare alcuni paesi piuttosto di altri è sicuramente fuori luogo. Certo che in alcune realtà, come appunto la Rep. Ceca e la Slovacchia, vi è attualmente un equilibrio positivo che vale la pena di ricordare, come faccio sempre, forte della mia esperienza europea e ahimè italiana!

Certo, se avessi i soldi andrei a vivere in Svizzera, ma i soldi non gli ho e quindi mi accontento della Repubblica Ceca e della Slovacchia che non è, badate bene, un accontentarsi, ma bensì una scelta oculata e intelligente.

Un consiglio spassionato che mi sento di dare è di coltivare e privilegiare una vostra rete relazionale soprattutto con i locali, sia cechi che slovacchi; l’interprete vi potrà essere di grande aiuto da questo punto di vista. Avere amici cechi e slovacchi è importantissimo per districarsi nei piccoli e grandi problemi quotidiani che sarete chiamati ad affrontare durante la vostra esperienza estera.

Non solo. Visto che loro inevitabilmente ragioneranno alla “ceca” o alla “slovacca”, vi aiuteranno ad entrare subito in sintonia con il vostro paese adottivo.

Certamente un pizzico di anti-italianità, (ma non proprio un pizzico a dire la verità), aiuta fortemente a fare queste scelte e queste considerazioni. Ma per quel che mi riguarda, il tempo dei nazionalismi è definitivamente terminato.

E’ almeno dal 1300 che l’Italia non è “donna di provincie, ma bordello”. Vi ricordate Dante ?

Considerando poi che nessun medico prescrive soggiorni più o meno lunghi a scopo terapeutico, in Rep. Ceca e Slovacchia, agli amanti dell’ Italia e dell’italianità e ai detrattori dell’est, dico solo questo: rimaneteci nel Vostro Bel paese !

Un’alternativa alla palude italiana esiste.

Ersilio Gallimberti

 

Un approfondimento da Buongiorno Slovacchia:  http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/45790

Slovacchia: crescono gli stipendi medi.

L’ufficio statistico ha pubblicato il valore del salario medio mensile in Slovacchia nell’anno 2013. La ricerca è stata pubblicata sulla base dei dati raccolti nelle imprese con più di 20 dipendenti.
Il settore con il salario più alto è risultato essere il trasporto aereo, dove la media è pari a 2.183€. Seguono i servizi di informazione, dove il reddito medio è di €1.912 e poi il settore dei prodotti petroliferi con una media di €1.893 .
All’altra estremità della classifica, ci sono le strutture di assistenza sociale giornaliere. In questi ambiti lavorativi, il salario mensile medio è pari a €487. Tra le posizioni scarsamente retribuite compaiono anche i servizi di manutenzione, con un ammontare di €526 al mese.
I redditi più alti si registrano nel distretto di Bratislava, dove la media è di €1.320 al mese. Nella regione di Košice il più alto stipendio medio mensile è pari a €1.171, mentre il distretto di Stropkov ha fatto registrare il più grande aumento di stipendio medio, con una crescita del 20% su un importo di partenza pari a €793

Fonte CCIS

Bratislava, per CNN una delle città più affascinanti d’Europa.

La capitale della Slovacchia, Bratislava, secondo un articolo della CNN, è una delle città di confine più affascinanti d’Europa.
Nella speciale lista figurano anche Lille, Malmo, San Sebastian, Kirkenes e l’italiana Trieste, che confina con la Slovenia.
L’autore descrive Bratislava come una città ricca di storia, citando il fatto che per 300 anni è stata la capitale della monarchia ungherese, e che in passato si chiamava Istropolis, Bresburg, Pressburgo e anche Wilson City, nome assegnatole poco dopo la Prima Guerra mondiale.
L’articolo consiglia le passeggiate per le pittoresche vie del centro storico e una visita al Castello di Bratislava, da cui si può godere di una stupenda vista della città e dei suoi dintorni; parla anche del legame con Vienna, del vantaggio dovuto alla sua vicinanza e della storica linea tram che un tempo le due città condividevano. Altro motivo per cui vale la pena visitare la città, secondo la CNN, è assaggiare la cucina tradizionale locale.

Fonte CCIS

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