Uranio in Slovacchia.

Ormai è ufficiale ! In Slovacchia c’è l’uranio, e anche molto.

5,5 tonnellate del prezioso minerale e di altissima qualità, si trovano infatti nel sottosuolo di Jahodna, (che in slovacco significa fragola), località ad appena 15 km da Kosice, la seconda città per grandezza della Slovacchia e che quest’anno 2013, dividerà insieme a Marsiglia, il titolo di capitale europea della cultura.

Il governo Fico ha già firmato un pre-contratto per l’estrazione con una compagnia mineraria canadese, già presente in Slovacchia, la quale ha effettuato alcune perforazioni esplorative e quindi a breve ci aspettiamo l’inizio dell’estrazione intensiva.

Come spesso succede in questi casi, estremamente nutrito è il fronte dei contrari all’estrazione, dagli ambientalisti animati da improbabili teorie di rischio radioattivo, ad altre fazioni che considerano la scoperta del giacimento come uno “sporco trucco contro l’amministrazione locale e i residenti della città”.

Quello che è sicuro è che questo ricco giacimento nel cuore dell’Europa e in territorio slovacco, darà un sostanzioso contributo alle finanze dello stato.

 

Fonte PressEurop

Italia, 4°investitore in Slovacchia.

L’Italia oggi rappresenta il quarto investitore estero più importante in Slovacchia. Le imprese a capitale italiano sono il sesto datore di lavoro estero più importante.

15 anni di esperienza nel settore del commercio internazionale e degli investimenti esteri permette alla Camera di Commercio Italo – Slovacca di contribuire allo sforzo comune di rappresentare la Repubblica Italiana in Slovacchia (il sistema paese). Il nostro obiettivo è quello di adeguare la cooperazione economica tra i due paesi alle nuove tendenze dell’economia mondiale e insieme con le istituzioni e le imprese più importanti confermare la posizione di rilievo degli investimenti italiani nell’Europa centro-orientale.

Secondo un\’analisi di UniCredit Bank dell’ottobre 2012, fino al18% degli investimenti italiani che arrivano nella regione CEE sono destinati in Slovacchia. La Slovacchia costituisce quindi la seconda destinazione più importante per gli investimenti italiani nella regione. La quota italiana sugli investimenti esteri complessivi in Slovacchia arriva all’8%, che sta ben al di sopra della media della regione (circa il 3%).

Secondo il sondaggio realizzato dalla CCIS tra gli imprenditori italiani nel novembre 2012, i principali motivi dell’attrazione per gli investitori italiani in Slovacchia sono la competitività sul lato dei costi generali d’ impresa e la vicinanza dei mercati dell’Europa orientale. Più della metà degli imprenditori italiani intervistati (53%) percepisce la Slovacchia come un “porto sicuro” per la costituzione di una nuova impresa nell’attuale situazione in Europa.

 

Leggi QUI  l’articolo originale.

 

Ottima performance dei bond slovacchi.

Si sapeva che una riconferma di Obama non fosse “ben vista” da Wall Street mentre si diceva l’opposto per una vittoria di Romney; l’esatto contrario era la proiezione sui titoli governativi. In effetti, a Wall Street, il settore finanziario ha perso un po’ di terreno a vantaggio di altri settori come il farmaceutico ed l’ospedaliero, visto che potrebbero essere i maggiori beneficiari della riforma sanitaria di Obama.

Per l’Europa il risultato di continuità uscito dalle urne è forse la migliore soluzione, non tanto per il tifo nei confronti dell’uno o l’altro, quanto per il fatto che nella situazione di criticità dell’economia mondiale la prosecuzione con gli stessi interlocutori, presidente in primis e soprattutto governatore della Fed Bernanke, consente di non avere buchi operativi che si sarebbero verificati con il cambio, nella considerazione che l’insediamento definitivo del nuovo presidente Usa avviene per regola verso la fine di gennaio.

Sui mercati regna ancora molta incertezza che si riflette soprattutto sui listini azionari che non riescono a trovare un equilibrio ed oscillano da troppe settimane in un canale laterale dove i trader di breve periodo hanno maggior gioco rispetto a chi orienta i propri investimenti su orizzonti temporali più lunghi.

In Europa ci sono ancora troppe incertezze sulla ripresa e se in Grecia il parlamento ha approvato il piano di austerità della troika, a breve tornerà in primo piano la Spagna, con le elezioni in Catalunia. Inoltre gli ultimi numeri della Germania non sono incoraggianti, a partire dalla riduzione dell’export, tanto che il Bund ha recuperato in pochi giorni oltre due figure con il rendimento del decennale crollato dall’1,6% all’1,37%.

Un fattore che ha impattato negativamente sugli spread contro i paesi periferici, Italia e Spagna in primo luogo, che però dal punto di vista dei rendimenti sono riusciti a mantenere le soglie conquistate nell’ultimo periodo, col Btp decennale sotto il 5% e il Bonos in area 5,75%.

Nel difficile contesto dell’economia mondiale, si guarda sempre con molta attenzione ai cosiddetti paesi emergenti come aree geografiche di sviluppo in grado di assorbire capacità produttiva. Sicuramente per paesi come il Brasile, la Russia, Cina ed India la parola “emergente” è oramai un termine fuori luogo, vista la loro massiccia presenza ai tavoli di lavoro dove sono a tutti gli effetti considerati economie mature ed anche nel mondo delle emissioni obbligazionarie questi paesi pagano oggi dei rendimenti più da rating massimo che da emergenti.

Pertanto la ricerca di nuovi mercati pone l’attenzione su altre aree di sviluppo, ed è interessante la decisione di questa settimana da parte di Moody’s di espandere la copertura delle sue valutazioni al continente africano, con focus su Kenya, Nigeria e Zambia, che per accompagnare la loro crescita potrebbero presto ricorrere al mercato dei capitali internazionale; il rating assegnato a Kenya e Zambia è B1, per la Nigeria Ba3 e per tutti outlook stabile; vedremo quindi quale sarà la tempistica e le divise scelte per eventuali “African bond” sui mercati.

Sul mercato primario di questa settimana sono tornati i flussi, dopo lo stop forzato del ciclone Sandy e delle festività della scorsa settimana; il focus va ai collocamenti nel settore corporate dove il volume delle richieste in sede di collocamento è stato molto elevato rispetto alle emissioni di fine ottobre. L’italiana Snam Baa1/A- ha emesso due nuovi titoli per un totale di 1.5 miliardi di euro cercando di riproporre il successo delle quattro emissioni di luglio e settembre; in questo caso le cedole sono state al 2% per la scadenza 2015 e 3.5% per la scadenza 2020. Più di 8 miliardi di euro la richiesta degli investitori su questo nome, i due titoli hanno performato molto bene con volumi significativi ed hanno stretto di circa 20 bp rispetto al reoffer price. Tra gli altri corporate Sap ag, società di software tedesca senza rating, con un doppio deal su due scadenze: a 3 anni 13/11/2015 con cedola 1% per 550milioni di euro e sul 7 anni 13/11/2018 con cedola 2.125% per 750 milioni di euro. Anche su questi titoli la domanda è stata buona superando i 6 miliardi di euro e performando di circa 5 bp dopo l’emissione. Nel settore petrolifero la francese Sagess AA+ si e’ finanziata con 700 milioni di euro sempre sulla scadenza a 7 anni 22/10/2019 con cedola 1.75% e nel settore farmaceutico Sanofi A2/AA- ha optato per 750 milioni di euro sul 5 anni 14/11/2017 cedola 1%.

La controllata cilena di Endesa, Enexis Aa3/A+ ha emesso 500 milioni di euro con cedola 1.875% e scadenza 13/11/2020. L’olandese Alliander Aa3/A+ ha collocato 400 milioni di euro sulla scadenza decennale con un rendimento atteso nell’area 2%, questi soldi verrano utilizzati a copertura di 400 milioni di euro di bond in scadenza nel 2014 e 2016.

Tra gli stati europei la Romania Baa3/BB+/BBB- si e’ finanziata con 1.5 miliardi di euro, cedola 4.875% e scadenza 7/11/2019; 4.5 miliardi di euro la domanda degli investitori per questo titolo ed il bond emesso a 99.047 oggi viene scambiato a 99.60 e la Slovacchia A2/A/A+ che ha optato per un’emissione sulla scadenza lunga a 12 anni 15/11/2024 con cedola 3.375% e con size totale di 1.25 miliardi di euro.

Molti i rumours di nuovi emittenti che cercano di sfruttare ogni opportunità che si presenta prima di fine anno, a metà novembre è atteso il collocamento del bond destinato alla clientela retail di Atlantia con scadenza probabile tra 5 e 7 anni, per un ammontare compreso tra 1-1.5 miliardi di euro, mentre Enel e Snam torneranno ad emettere un bond destinato alla clientela retail nei primi mesi del 2013.

Fiat spa annuncia l’intenzione di procedere ad una emissione obbligazionaria denominata in franchi svizzeri, subordinatamente alle condizioni di mercato, con scadenza a 4 anni ed ammontare fino a 150 milioni di franchi, mentre la società francese La Poste A/AA ha in programma dei meeting con gli investitori europei con obiettivo una nuova operazione entro fine mese.

Carlo Aloisio

 

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Infrastrutture e strade: la Slovacchia guarda all’Italia.

Il Segretario di Stato del ministero dei Trasporti, Edilizia e Sviluppo regionale František Palko ha incontrato recentemente il nuovo Ambasciatore italiano in Slovacchia Roberto Martini. I due hanno parlato prevalentemente di progetti riguardanti la costruzione di infrastrutture per il trasporto in Slovacchia.

Martini ha espresso l’interesse delle società edili italiane a partecipare alle gare d’appalto per la costruzione e ricostruzione di strade, autostrade e ferrovie in Slovacchia.
Palko ha apprezzato molto l’interesse mostrato dalle società italiane. “La ricca storia, la grande esperienza e competenza che contraddistinguono le società edili italiane, daranno senza dubbio un contributo importante alla concorrenza nelle gare d’appalto per la costruzione e ricostruzione di strade e ferrovie in Slovacchia”, ha detto Palko.

Patricia Polaskova

 

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Ersilio Gallimberti al ricevimento all’Ambasciata slovacca di Roma.

Me lo ricorderò per un bel po’, quel giovedì 27 settembre 2012 Me lo ricorderò per due ragioni : la prima per aver avuto l’onore e il piacere di partecipare al ricevimento presso l’Ambasciata di Slovacchia a Roma. E il secondo per i cristalli che mi hanno sfondato sulla macchina e tutto quello che mi hanno rubato.

Si è svolto infatti giovedì 27, presso l’Ambasciata di Slovacchia a Roma, il ricevimento in occasione della festa nazionale slovacca. A fare gli onori di casa S. E. la Dott.sa Maria Krasnohorskà che con la sua impareggiabile affabilità e cordialità ci ha accolto tutti in quel microcosmo slovacco rappresentato dell’Ambasciata romana.

Bella gente, amanti della Slovacchia, imprenditori, militari, tutti accomunati nel rinsaldare quel forte legame di amicizia e affari che lega i nostri due popoli. Un ricevimento, un happening, che travalica quindi quelli che sono i normali canoni della convivialità e della rappresentanza, ma che assume il significato più importante e profondo che questo piccolo paese ha per tutti noi.

Una occasione importante di dialogo, di conoscenza e di scambi su tutti i fronti. Ricchissimo il buffet con specialità italiane e slovacche, dove faceva bella mostra di se pure l’ “Haluski”, il piatto nazionale slovacco, alla stregua degli spaghetti per noi italiani. Non è cosa di tutti i giorni mangiare l’Haluski a Roma !

Nell’ora del commiato, S.E. Maria Krasnohorskà, sempre a regalare un saluto, un sorriso, un arrivederci a tutti noi. Un arrivederci quindi in Slovacchia e, per quel che mi riguarda, un “addio” a Roma !

 

Ersilio Gallimberti

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