All’inizio di luglio la Commissione Europea dovrebbe approvare le linee guida sugli incentiviagliinvestimenti esteri. Si tratta di una norma fondamentale, che andrà a costituire il quadro generale per il periodo 2014-2020. Ma sui contenuti è già polemica.

La proposta delle nuove regole ha tuttavia suscitato un forte dibattito tra gli addetti ai lavori. Con il nuovo regolamento infatti, l’incentivo massimo ottenibile dalle aziende sarà pari al 25% del valore dell’investimento; inoltre, secondo le linee guida, dovrebbero essere escluse dagli incentivi pubblici le grandi aziende che operano nelle regioni il cui Pil è equivalente ad almeno il 75% del Pil medio europeo. Infine, saranno ridotte anche le soglie massime di incentivi pubblici.

Le nuove linee guida, che mirano ad una decisiva riduzione degli incentivi pubblici, hanno suscitato una decisa opposizione da parte del governo ceco.

Secondo la Commissione Europea invece, il concentrare gli incentivi verso le PMI è giustificato da diversi fattori. In primo luogo, le PMI soffrono maggiormente le esternalità collegate ad un tasso minore di sviluppo della regione in cui opera l’impresa. In secondo luogo, le grandi aziende sono più incentivate ad una strategia di delocalizzazione, massimizzando in questo modo i vantaggi degli incentivi. Perciò, nelle cosiddette “zone c”, la Commissione prevede che le grandi aziende siano del tutto escluse dagli incentivi.

Attualmente l’incentivo massimo in Repubblica Ceca raggiunge il 40% dell’investimento mentre in alcune regioni del sudovest raggiunge il 30%”, ha sottolineato durante un incontro sul tema Jan Hana, direttore generale della sezione per gli investimenti del Ministero dell’Industria e del Commercio.

La nuova normativa potrebbe riguardare anche i progetti d’investimento depositati già nel 2013. “Visti i tempi dell’iter per l’approvazione definitiva, possiamo garantire l’erogazione dell’incentivo del 40% per le aziende che depositeranno il loro progetto entro la fine di agosto”, sottolinea Marian Piecha, direttore della sezione per l’impresa innovativa e gli investimenti del Ministero dell’Industria e del Commercio.

Come sottolineano gli esperti, nel 2017 molte regioni ceche probabilmente supereranno la soglia del 75% del Pil medio europeo, e quindi non potranno erogare incentivi. Una situazione che sfavorirà tali regioni rispetto ad altri paesi dell’area, come la Polonia o alcune regioni della Slovacchia, dove la soglia limite non dovrebbe essere raggiunta prima del 2020.

La nuova normativa europea avrà senza dubbio influenza sul comportamento degli investitori. Questa tesi viene confermata anche da un’indagine effettuata dalla CzechInvest su una settantina di investitori esteri attivi in Repubblica Ceca. Nell’indagine, 38 aziende investitrici hanno dichiarato che, alle condizioni proposte dalla Commissione Europea, probabilmente non avrebbero effettuato l’investimento nel Paese. Sebbene l’esito dell’inchiesta sia probabilmente viziato dal contesto in cui si è tenuto, la valutazione espressa è sostanzialmente conforme alle opinioni dei manager delle grandi aziende estere presenti nel Paese, per cui le nuove condizioni penalizzeranno lo sviluppo industriale non soltanto della Repubblica Ceca ma di tutta l’UE.

Di fronte a ciò, il governo cecocerca di correre ai ripari ed ha già iniziato a spingere per una riformulazione complessiva delle linee guida, affinchè non siano escluse dagli incentivi le grandi aziende, che fino ad ora hanno formato la maggioranza delle imprese che hanno investito in Repubblica Ceca.

Jakub Hornaček

Fonte camic.cz

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