La revisione dell’imposizione fiscale sulle abitazioni principali si estenderà anche a chi detiene un immobile all’estero adibito ad abitazione principale. La legge di stabilità apporta infatti modifiche alla disciplina dell’IVIE, ossia dell’imposta sugli immobili all’estero disponendo, in sostanza, l’esenzione dal prelievo fiscale sulla prima casa dei contribuenti.

L’imposta sugli immobili all’estero.

Come si ricorderà, l’articolo 19 del decreto-legge n. 201 del 2011 ha istituito casa 1l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero a decorrere dal 2011. Essa è dovuta dal proprietario dell’immobile ovvero dal titolare di altro diritto reale sullo stesso; l’aliquota è fissata (analogamente all’aliquota di base IMU) nella misura dello 0,76% del valore dell’immobile, ma l’imposta non è dovuta se l’importo non supera 200 euro. La base imponibile è costituita dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile. Per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore è quello utilizzato nel Paese estero per l’assolvimento di imposte sul patrimonio o sui trasferimenti o, in mancanza, quello come precedentemente individuato.

La disciplina vigente prevede anche una riduzione dell’imposta (dallo 0,76% allo 0,4% del valore degli immobili) per l’immobile adibito, all’estero, ad abitazione principale del contribuente, nonché per le relative pertinenze. E una detrazione forfetaria di 200 euro da scomputare dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e le relative pertinenze, che va rapportata al periodo dell’anno durante il quale si verifica il vincolo di destinazione e alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. Inoltre gli immobili adibiti ad abitazione principale all’estero con le relative pertinenze e anche gli immobili situati all’estero non locati a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, in deroga all’articolo 70, comma 2, del TUIR, non concorrono alla formazione del reddito complessivo.

Dal prossimo anno.

La Legge di stabilità interviene, in particolare, sulle menzionate riduzioni IVIE per l’immobile adibito all’estero ad abitazione principale del contribuente e le italia vomitorelative pertinenze. In particolare la disciplina viene allineata a quella dell’IMU, dunque con esenzione da IVIE per la “prima casa” e gli immobili assimilati, fatta eccezione per l’imposta sui cd. immobili di lusso, per i quali resterà ferma la detrazione di 200 euro e l’applicazione di un’aliquota ridotta allo 0,4%. Ove l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. L’esenzione dall’IVIE sugli immobili non di lusso si estende anche al possesso dell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa e alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Bernardo Diaz

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