Da una parte c’erano i consulenti di Goldman Sachs e JP Morgan. Dall’altra c’era Peter Klein, chief financial officer di Microsoft. Faccia a faccia per settimane negli uffici della Silicon Valley del venture capital Silver Lake, a discutere del futuro di Skipe, la società famosa per il sistema di comunicazione voce e video gratuite via Internet. E’ finita con il suo acquisto per 8,5 miliardi da parte del colosso del software guidato da Steve Ballmer e con analisti ed investitori a porsi mille domande sul significato dell’operazione, la più grande nei 36 anni di storia di Microsoft. Uno degli aspetti più strani dell’acquisizione è stata la decisione di Ballmer di non ricorrere all’assistenza di investment bank, ma affidarsi al suo capo interno della finanza, il 49enne Klein : una scelta originale, che ha sollevato innumerevoli congetture. Una teoria, riportata dal blog del WSJ Deal Journal, è che Ballmer voleva così disperatamente “fare qualcosa” per recuperare terreno nel business delle comunicazioni – dove è surclassata da Google con il suo sistema Android per telefonini e da Apple con l’iPhone – che si è aggrappato all’occasione di Skipe senza badare a spese. Così è stato facile per i banchieri di Goldman Sachs e JP Morgan bluffare sulle offerte ricevute da Facebook, Cisco e Google o sull’imminente quotazione della stessa Skipe. Non ci sarebbe stata seriamente nessuna asta per aggiudicarsi la società, secondo questa ricostruzione, e il suo debutto in borsa non era atteso come quello delle dot.com più calde come Facebook e Twitter. Dai documenti preparati per l’Ipo, appariva infatti chiaro quanto sia debole il modello di business di Skipe, che ha 145 milioni di utenti, ma solo il 6 % paga i suoi servizi e quindi non realizza profitti. Ballmer avrebbe quindi strapagato una società che in realtà nessuno voleva, con un cattivo “timing”, (avrebbe potuto comprarla da eBay 2 anni fa a molto meno), solo per mascherare la sua mancanza di strategie nell’internet mobile. E meriterebbe il licenziamento, come una fetta degli azionisti di Microsoft chiede da tempo. Invece è stata una brillante operazione finanziaria, dettata da motivi di bilancio e pianificazione fiscale, secondo l’interpretazione di “Market Watch”. Ecco perchè la gestita in prima persona Peter Klein.

I numeri: al 31 Marzo scorso Microsoft aveva 50,2 miliardi di liquidità, di cui ben 40 guadagnati e mantenuti all’estero, perchè se fossero rimpatriati sarebbero soggetti alla tassazione USA, meno favorevole. La decisione di usarne una piccola parte per comprare Skipe e quindi motivata anche da considerazioni fiscali. La transazione può infatti avvenire quasi tutta con entità basate fuori dagli USA : Skipe è domiciliata in Lussemburgo e i fondi di Silver Lake, azionisti di riferimento di Skipe, sono nel paradiso fiscale delle Isole Cayman ; solo il venture capitalist Andreessen Horowitz e il fondo Canada pension plan, altri due soci importanti di Skipe, non hanno basi offshore. Il vero costo dell’operazione quindi è inferiore a quello che sarebbe stato prelevando gli 8,5 miliardi cash, dopo le tasse, dalle casse americane di Microsoft, ha osservato esportazione capitali 1Kevin Buttigieg, analista di Collins Stewart. Non manca comunque chi crede che Skipe dentro Microsoft e in più con l’alleanza del produttore di telefonini Nokia, potrà davvero sfidare il dominio di Apple e Google. I nuovi smartphone Nokia con il sistema operativo Windows 7 di Microsoft dovrebbero arrivare sul mercato per il prossimo Natale, secondo l’accordo siglato solo 3 mesi fa fra i 2 gruppi. Inoltre il responsabile del programma Windows per telefonini, Joe Belfiore, aveva già annunciato il mese scorso che entro l’autunno Skipe sarebbe stato accessibile anche dai telefonini operativi con il sistema Microsoft. Qualche anticipazione di come saranno i nuovi apparecchi è attesa per il 24 Maggio, quando a New York Microsoft presenterà gli aggiornamenti Mango per Windows Phone 7. E’ vero che Skipe funziona già sull’iPhone e sugli Android, e Microsoft ha promesso di non renderlo esclusivo per i propri prodotti. Ma l’analista Craig Moffett di Sanford C. Bernstein scommette che sarà “una storia diversa” con 2 giganti come Microsoft e Nokia che investono miliardi di dollari nel nuovo servizio.

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