È l’anti Facebook, ma anche l’anti Twitter. E’ l’anti Uber, ma anche l’anti GMail. È tutto e il contrario di tutto. È l’azienda perfetta specializzata in ogni cosa, dai videogiochi ai pagamenti. Come si fa a resistere all’irresistibile ascesa di Tencent? E infatti tutti a lodare il colosso cinese. Ma davvero è tutto merito suo? La compagnia che ha lanciato i messaggini di WeChat e che in società con Didi, l’Uber cinese, controlla Mobike, la più grande compagnia di bike-sharing al mondo, ha centrato adesso un altro record, anzi tre in uno diventando l’azienda dal valore più alto d’Asia, sfondando la capitalizzazione di 300miliardi e sloggiando l’americana Wells Fargo dalla top ten mondiale. Il tutto mentre annuncia di voler aprire in California il primo laboratorio di intelligenza artificiale, per lo scorno degli scienziati occidentali che già avvertono: attenti, se i cinesi si buttano nella AI, Artificial Intelligence, tra pochissimo saranno pronti a superare Facebook, Google e Apple perfino nel controllo delle nostre vite.

La ragione è semplice. Intelligenza artificiale vuol dire insegnare alle macchine a capire quello che vogliamo: se adesso chiediamo qualcosa a Siri, l’assistente virtuale di Apple, Siri sa di cosa parliamo perché è allenata a cercare le risposte che vogliamo. Come fa a sapere cosa vogliamo? Perché scava nelle nostre vite. Per cercare le risposte insomma, Facebook scava nei post, Google nella posta, e via così.

WeChat, invece, scava in tutto perché l’applicazione è insieme posta e post, messaggini e telefono, banca e videogames. Ergo ha sugli avversari un tale vantaggio di dati, che la vittoria è assicurata.

E qui si torna bomba: davvero è tutto merito suo? Sì e no. Sì perché come fai a negare questo exploit. Ma anche un po’ no. Perché come tanti altri colossi cinesi in altri campi, Tencent-WeChat ha goduto finora di un vantaggio incommensurabile: la mancanza di avversari.

Google, Facebook e Twitter, per esempio, in Cina non ci sono causa censura. Ma allora, ti chiedi, d’accordo è censura politica. Ma non sarà anche censura economica? Non è che l’anti Facebook, che è anche l’anti Twitter, è passato così davanti a tutti perché non aveva nessuno, ma proprio nessuno, davanti?

Angelo Aquaro

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