Ci sarà un aumento, anche se lieve, della tassazione in Italia per i prossimi tre anni almeno. E’ quanto ha dichiarato nella sua relazione alla Camera, il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Claudio Siciliotti. La notizia, per niente confortante, è passata in secondo piano nella maggioranza dei giornali e TG di casa nostra, ovviamente non avezzi ha gettare benzina sul fuoco del panorama fiscale italiano. La relazione giunge poco dopo, la decisione del Governo, di aumentare l’accisa sui carburanti, proprio in un momento come questo con il prezzo del greggio schizzato ai suoi massimi storici. Dettagliatamente circostanziata, la relazione del presidente Siciliotti, parla di un incremento valutabile attorno il O,13 % per l’anno in corso, 2011, per arrivare ad un O,16 % nel 2012 ed infine O,18 % per il 2013. Inutile commentare la notizia. Comunque certamente nessuno si aspettava, che in una fase recessiva come quella attuale, ci fosse ancora spazio per un aumento delle imposizioni, in un paese come l’Italia che già soffre il triste primato, del più alto livello di tassazione di tutta l’Euro Zona. Se poi, a fronte di questo elevatissimo prelievo fiscale, corrispondessero un’adeguata fornitura di servizi, per il privato cittadino e per l’impresa, ci sarebbe poco da lamentarsi ; cosa che purtroppo non è. Dobbiamo ammettere che l’attuale Governo, latita gravemente sulle politiche a beneficio dell’impresa.

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