Il 10 gennaio l’Europa ha adottato una serie di nuove regole giudiziarie in ambito transfrontaliero: si tratta di provvedimenti che permettono alle aziende e ai consumatori di risolvere più agevolmente le dispute che coinvolgono due o più paesi membri, o nei confronti di un paese esterno all’Unione europea. In seguito a queste modifiche, le sentenze in materia civile e commerciale applicate in uno stato membro, verranno automaticamente riconosciute a livello comunitario senza gli onerosi procedimenti attuati finora.

Si stima che tale novità normativa possa contribuire a ridurre di molto i costi burocratici annuali, con un risparmio stimato fino a 48 milioni di euro l’anno. Il cambiamento più evidente sarà l’eliminazione della cosiddetta delibazione o exequatur, il procedimento giudiziario per far riconoscere le sentenze in un altro Paese: molto spesso una pura formalità tecnica, che poteva però costare anche decine di migliaia di euro, tra costi di traduzione e parcelle degli avvocati. Tra i principali cambiamenti, saranno attivate maggiori tutele per lavoratori dipendenti e consumatori, in caso di contenziosi con paesi esterni all’Unione europea. Fino ad oggi non era possibile esercitare i propri diritti in caso di acquisto di beni di aziende con sede in un paese terzo ma che operano nell’UE, mentre adesso il consumatore potrà rivolgersi alla giustizia del proprio Stato di residenza; allo stesso modo, un dipendente che lavora in Europa avrà diritto a citare in giudizio il proprio datore di lavoro senza spostarsi dal paese in cui risiede.

Věra Jourová, commissario europeo per la giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere, ritiene il provvedimento un buon traguardo a favore dei cittadini europei: «Si tratta di un risultato di successo che conferma la promessa di ridurre la burocrazia, rafforzando il Mercato Unico dell’Unione europea. Tale azione apporterà un miglioramento significativo soprattutto per le piccole e medie imprese, aprendo molte più opportunità per il business in Europa». Le nuove regole sono il risultato di un’indagine condotta nel 2010 nell’intero territorio dell’Unione, che dimostrò come il 40% delle aziende europee sarebbero state più propense a investire fuori dal mercato nazionale, se le procedure di disciplina dei contenziosi all’estero fossero state semplificate. Da qui la Commissione europea propose nello stesso anno il regolamento “Bruxelles I”, seguito nel 2012 dal sostegno del Parlamento e dai consigli nazionali degli stati membri. La riforma vuole rendere più efficiente la collaborazione giudiziaria in Europa nei prossimi decenni, assicurando in maniera crescente il pieno riconoscimento di ogni controversia e favorendo così lo sviluppo internazionale delle aziende europee.

Francesco Vinci

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