Il mercato dell’arte nel 2016 ha mostrato dinamiche di incertezza e di netta inversione, rispetto ai risultati degli anni precedenti, in linea con un contesto economico ancora fragile e rallentato nei suoi principali indicatori di crescita.

Nel mercato delle aste internazionali, si è assistito a un brusco calo del fatturato complessivo, con dinamiche particolarmente accentuate per le principali case d’asta, che hanno anche vissuto significativi cambiamenti nelle posizioni apicali. Nonostante queste premesse, il mercato delle fiere ha proseguito il trend di progresso, seppur rallentato rispetto al passato, sia per l’affluenza di visitatori sia per partecipazione di espositori nei maggiori eventi di livello internazionale.

I grandi eventi politici del 2016, (Brexit e la campagna elettorale americana), hanno poco influito sulle principali fiere d’arte internazionali. Numeri in crescita e floridi quasi dappertutto: Art Basel Miami 77.000 visitatori, come per l’edizione 2015, Frieze New York 43.000 visitatori, in crescita dai 40.000 del 2015; inoltre il calo della sterlina ha probabilmente agevolato le vendite di Frieze a Londra, che ha registrato il record per presenza di collezionisti e una crescita del 30% già durante la preview.

Art Basel si è confermata ancora la fiera leader nel contemporaneo, nonostante qualche “sanguinoso” invenduto e prezzi più conservatori, registrando 95.000 visitatori, (92.000 nel 2015), a conferma di un trend già emerso nelle pur convincenti edizioni di Tefaf Maastricht e Armory Show di New York.

Ottimo risultato per Fiac Parigi, (72.080 visitatori, +3% circa sul 2015, nonostante il clima di diffusa paura per attentati). Frieze Masters ha registrato il record di affluenza dei musei, (pari al 20% del totale), confermando il trend di grande attenzione per il segmento Pre War. Buone notizie anche dalle fiere italiane: Arte Fiera di Bologna ha chiuso con 58.000 visitatori, (+10% sul 2015 e 190 espositori), MiArt ha superato 45.000 visitatori, (erano 41.300 nel 2015), forse trainata dal clima post Expo e Artissima ha registrato 50.000 visitatori, in flessione rispetto ai 53.000 del 2015, ma confermando la forte presenza di curatori e direttori di musei, circa 250.

Il mutato contesto economico ha tuttavia determinato un atteggiamento di maggiore cautela nel mercato delle aste, sia per i collezionisti, sia per le istituzioni museali e sia per i dealer specializzati. Nel 2016 si sono registrati limiti dimensionali sconosciuti: un minore numero di buyers con elevata liquidità e un uso massiccio delle garanzie, (anche di parti terze), hanno determinato un generale contenimento nella formazione dei prezzi e una estesa fragilità del mercato stesso, nonostante il tasso di unsold del 2016 sia in calo rispetto al 2015, attestandosi al 17,8%, 20% nel 2015.

I top lot del 2016 evidenziano livelli ben distanti dagli anni precedenti, mentre restano contraddittori i risultati sulle Private Sales, strumento di grande utilità nelle fasi ribassiste di mercato, ma non ancora del tutto sfruttato dalle case d’asta. Buono, invece, il riscontro delle Concept Sales.

Il mercato europeo della pittura, ha manifestato anche nel 2016 gravi difficoltà a mantenere i ritmi di crescita delle principali realtà internazionali, soprattutto a causa dell’incapacità di allestire calendari d’asta competitivi ed alla scarsità di nuovi HNWI, (anche extra continentali), che potrebbero dare nuovo slancio al settore.

Il Global Painting UE Index, ha chiuso il 2016 con una variazione negativa annua del 14,3% e una variazione di periodo, (primo semestre 2003) negativa del 21,7%. Parigi, nonostante il contesto economico stagnante, domina il mercato europeo della pittura, generando il 65% del fatturato continentale. La capitale francese resta la prima piazza per le vendite all’asta nel continente, continuando a proporre opere di elevata qualità e attirare importanti collezionisti.

Il mercato italiano, spesso relegato ai margini delle compravendite globali ed europee, è in continua ascesa confermando già gli ottimi risultati del 2015. Milan Modern and Contemporary di Christie’s ha registrato 13.6 milioni di euro, (sulla fascia alta delle pre-stime), e il 92% di venduto per lotto, (includendo la day sale il fatturato ha raggiunto i 15,2 milioni di euro e il 90% di venduto). Successo per Arte Ottica, Arte Povera e Spazialismo.

Nonostante la flessione del mercato internazionale, per l’Italia è possibile parlare di stabilità. Anche se i dipartimenti italiani di Christie’s e Sotheby’s hanno registrato un calo del fatturato, (di 4,9 milioni per Christie’s e di 9 milioni per Sotheby’s), altre case d’asta nazionali hanno ottenuto incrementi del fatturato. Da segnalare Pandolfini, con un incremento pari a 1 milione di euro, (da 25,2 nel 2015 a 26,2 milioni nel 2016), e Il Ponte, che è passata dai 20,4 ai 24,1 milioni del 2016.

La piazza di New York si conferma leader del mercato globale della pittura nel 2016, con un fatturato di oltre 2,54 miliardi di dollari, nonostante risulti essere in forte calo rispetto al 2015, (-57% dai 5,85 miliardi di dollari del 2015). L’allestimento di cataloghi selezionati e la proposta di opere di eccezionale qualità, hanno consentito a New York di rappresentare da sola il 55,6% della quota di fatturato globale dell’intero settore, nonostante sia da segnalare un calo dal 61,8% registrato nel 2015.

Londra ha vissuto un anno turbolento, dovuto principalmente alla Brexit e al valore della sterlina, che non hanno avuto alcun effetto sulle aste di giugno, ma sono finiti ad influire negativamente sulle performance delle aste di ottobre.

L’Asia, dopo anni di boom, (il mercato dell’arte cinese è cresciuto del 214% tra il 2009 e il 2014), conferma il brusco rallentamento nella sua crescita anche nel 2016, con un decremento del -57% su base annua, in linea ai risultati del mercato. La sua quota di fatturato, comunque, le consente di consolidare la terza posizione nel mercato globale, conquistata a partire dal 2013, con il 7,8% del volume totale.

L’Europa si conferma il mercato più debole, con un volume complessivo in calo, dai 430 milioni del 2015, ai 225 milioni del 2016, (-48%), rappresenta solamente il 4,9% del fatturato globale dell’intero settore, ma si segnala una leggera crescita dal 4,5% del 2015. Parigi domina il mercato europeo della pittura generando il 65% del fatturato continentale, ma da sola non basta a rendere competitiva la piazza europea.

Pietro Ripa – Alessia Zorloni

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