Il campione è l’Azerbaigian. Tra il 2004 e il 2014 la sua economia è cresciuta del 305%. Così risulta dal database del Fondo monetario internazionale. Alle spalle di Baku ci sono altre tre economie dello spazio post-sovietico: Georgia, Bielorussia e Armenia, in questo ordine. Anch’esse, negli ultimi dieci anni, si sono espanse considerevolmente. Al quinto posto la Turchia (151%). Nessuna sorpresa, in questo senso. Il paese ha conosciuto una congiuntura eccezionale, iniziata dopo la crisi finanziaria del 2001.

Tra i paesi un tempo oltre cortina, ma oggi pienamente ancorati allo spazio euro-atlantico, la parte del leone la recita la Polonia (146%), tallonata da vicinissimo dalla Slovacchia. L’arco di tempo che si prende in esame permette tra l’altro di valutare come fondamentalmente positivo l’allargamento europeo, anche a fronte della crisi e di qualche sbandamento registrato in qualche paese di recente ingresso.

È il caso di Slovenia, Ungheria e Croazia. Significativo il balzo indietro di quest’ultima, fanalino di coda dei paesi analizzati. Nel 2015 rischia di inanellare il settimo anno consecutivo di recessione. Grave anche la situazione ucraina. Ma qui i motivi sono altri, e noti.

Fonte Rassegna Est

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