casa e levaLa fuga dei capitali all’estero non è solo quella che riguarda le dinamiche poco trasparenti dei vecchi paradisi fiscali. Solo nel 2014, i nostri cittadini hanno investito all’estero 6,4 miliardi di euro, impiegati per effettuare ben 45.700 compravendite di immobili, l’8% in più rispetto al 2013. E le previsioni parlano per il 2015 di un ulteriore incremento delle compravendite oltre frontiera pari al 5%.

A spostare i capitali dei nostri investitori verso i Paesi esteri, diversi motivi: la tassazione più conveniente, nella maggior parte dei casi, ma anche l’appetibilità del mercato e la sua profittabilità per il futuro.

Il fenomeno, che nell’ultimo anno ha visto una crescita straordinaria, è oggetto di analisi della ricerca di Scenari Immobiliari condotta per l’Osservatorio Finanziario, che prende atto di un fenomeno senza precedenti, persino superiore a quello che nel 2007 aveva caratterizzato il boom edilizio del nostro Paese.

Ma dove vanno soprattutto gli italiani ad acquistare?

Al primo posto dei Paesi che ospitano i nostri investitori c’è la Spagna: il 23% degli investimenti immobiliari si concentrerebbe qui, in aumento del 18% nel 2014 rispetto all’anno precedente. Il motivo principale è sicuramente il calo straordinario dei prezzi delle case negli ultimi anni, conseguenza inevitabile della pesante crisi in cui il paese è caduto. Basti pensare che in sei anni il costo delle case in Spagna si è abbassato in media del 45%, contro il 20/25% dell’Italia e la crisi ha lasciato almeno 600.000 immobili invenduti.

La lenta ripresa degli ultimi tempi ha portato a un’apertura delle banche nei confronti degli investitori, mentre il mercato sta giovando di questa riacquisita fiducia.

Comprare alle Canarie o alle Baleari è ancora un investimento che rende: Formentera ad esempio, il paradiso sognato da turisti di ogni parte d’Europa, ha prezzi abbordabili, dai 1500 ai 4000 euro al metro quadro e rappresenta un investimento sicuro.

Ancora più conveniente investire a Madrid e Barcellona: 4000 e 3700 euro in media al metro quadrato e ancora meno a Valencia, 3400 euro.

Al secondo posto delle preferenze degli italiani in fatto di investimenti immobiliari esterofili ci sono gli Stati Uniti. Standard&Poor’s riferisce di una variazione dei prezzi in aprile positiva, pari allo 0,9% contro lo 0,5% del mese precedente. New York continua a essere l’obiettivo di gran parte di coloro che investono oltreoceano, specialmente le zone di Upper Side e quelle limitrofe al Central Park, dove il prezzo al metro quadro si aggira intorno ai 18.000 euro, ma anche la meno centrale ma molto trendy Brooklyn, in special modo la zona nei pressi del ponte.

Così la città di Miami sembra altrettanto appetibile, con prezzi che possono arrivare a 15.000 euro al metro quadro, mentre iniziano a diventare interessanti città come Dallas o Fort Worth, mercati del Texas dove è prevista una rivalutazione degli immobili del 30%.

mazzetta di soldi 3In terza posizione nella ricerca di Scenari Immobiliari sulla fuga degli investimenti immobiliari all’estero degli italiani troviamo il Regno Unito: l’11% degli acquisti si concentrerebbe qui, facendo registrare un +45% rispetto allo scorso anno. La rilevazione più interessante riguarda il potenziale di rendimento previsto, che vede i prezzi lievitare nei prossimi anni fino a un 25%.

Ma acquistare un appartamento a Londra nelle zone centrali di Chelsea, Knightbridge e South Kensington vuol dire investire almeno 4 milioni di sterline, considerato che il costo al metro quadro supera quello di Manhattan e si aggira intorno ai 20.000 euro.

Più ragionevoli le quotazioni nelle città universitarie, Oxford, Bristol, Cambridge, un mercato presidiato soprattutto da chi studia nelle prestigiose cittadine d’oltremanica.

Si spartiscono l’ultimo posto della classifica Brasile, Messico e Thailandia. Il motivo degli investimenti qui è da ricondursi alle situazione fiscali di questi paesi, veri e propri paradisi low cost in termini di tasse e prezzi all’acquisto. Mete come Phuket e Kho Samui oltre a essere molto battute dai turisti italiani, promettono rendimenti fino all’8%.

In Brasile invece si guarda alle Olimpiadi del 2016 e ci si aspetta una discreta rivalutazione dei prezzi, mentre città come Cancun o Los Cobos in Baja California promettono una risalita dopo il crollo dei prezzi degli ultimi anni.

Leggi QUI l’articolo originale

Pin It on Pinterest

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close