Per attirare le imprese estere, il regime fiscale del nostro paese non è certo il sistema più rassicurante. Con un provvedimento del Maggio 2010, però, è stata escogitata una nuova iniziativa per incoraggiare le imprese europee a investire maggiormente in Italia. In gergo si chiama “ circolazione di sottosistemi giuridici nell’Unione Europea “. In pratica questa norma consente alle imprese estere residenti in uno stato dell’ UE, che intendono avviare nuove attività economiche in Italia, di chiedere l’applicazione della normativa tributaria vigente in qualunque altro stato membro dell’ Unione al posto di quella italiana. Mancano ancora le disposizioni di attuazione ma, quando saranno emanate, un’impresa tedesca, ad esempio, potrà aprire una filiale a Napoli chiedendo di applicare la normativa del Lussemburgo.

Sembra una norma talmente avanzata da risultare inapplicabile. Vedremo il decreto di attuazione. Intanto, è il caso di precisare, che la normativa estera sostituisce solo la normativa tributaria statale italiana, il che vuol dire che l’impresa europea che si stabilisce in Italia, resta comunque soggetta alle imposte comunali, provinciali e regionali, prima tra tutte l’IRAP. Per attivare il beneficio riservato alle imprese estere e quindi inaccessibile a quelle italiane, è necessario concludere un accordo della durata triennale con l’Agenzia delle Entrate. La possibilità di fruire del regime fiscale alternativo è limitata a quelle imprese che non risultano già insediate in Italia al 31 Maggio 2010, ed è subordinata alla condizione che le attività economiche siano effettivamente esercitate nel territorio italiano. Aspetto molto importante : il regime fiscale di vantaggio non è riservato solo alle imprese estere che decidono di aprire una nuova attività in Italia, ma anche ai loro dipendenti e collaboratori. Sarà molto interessante vedere la concreta applicazione di questa coraggiosa innovazione.

D. R.

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