E’ indiscutibile che ultimamente Rep. Ceca e Slovacchia, abbiano goduto dell’interesse di tantissimi connazionali, che qui vedono e a ragione, una valida alternativa di vita e imprenditoriale al “Letta-maio” Italia.

Ma questo non basta per poter iniziare un percorso estero, un brand-impact e benchè meno improvvisarsi imprenditori esteri; queste azioni, non mi stancherò mai di dirlo, richiedono una approfondita conoscenza del mercato e del sistema di lavoro, culturale e imprenditoriale del paese estero dove si vuole operare. Andare in Rep. Ceca insomma, e costituire una società, magari con l’ausilio della prostituta conosciuta la sera prima al night, potrebbe risultare estremamente oneroso oltrechè pericoloso.

Ultimamente infatti ricevo parecchie segnalazioni da parte di persone che stanno avendo parecchi problemi con le loro neonate società, SRO, per il semplicissimo fatto di non avere seguito alla perfezione tutti gli step che portano alla costituzione delle stesse. E questo, ovviamente accade, perchè 1) si optà per il fai da te, nel senso che si va da soli nei vari uffici finanziari o al massimo in compagnia di maldestri/e interpreti ; 2) ci si affida a consulenti improvvisati.

Signori cari, le professionalità non si inventano! Bisogna necessariamente affiancarsi ad un consulente preparato ed introdotto nel mercato in cui si vuole operare. Aprire una società in Rep. Ceca o in Slovacchia, non è come aprirla in Italia. Non tanto per una questione di difficoltà, poiché è indubbia la semplicità non solo dal lato fiscale, che offrono CZ e SK. Ma per una questione di decifrazione delle varie necessità in seno ai vari organismi pubblici che determinano la creazione dell’entità commerciale.

A questo ci dovete aggiungere una oggettiva difficoltà linguistica, che i due idiomi rappresentano, e l’entroterra culturale-imprenditoriale italiano, assolutamente specifico e singolare, che mal si adatta, se non governato correttamente, alle logiche operative estere. In altre parole, Voi esportate si Made in Italy, ma nel sistema del paese in cui operate. Non potete pensare di farlo a Praga o a Brno, con lo stesso sistema che lo facevate a Milano o a Bergamo.

Questo in termini astratti, poi, all’atto pratico, è necessario avere la più completa visione degli adempimenti burocratici necessari; e questa visione completa ve la dà solamente chi ha la pratica materiale nella costituzione delle società. Altrimenti finite un’ adempimento e ne dovete iniziare immediatamente un altro, questo con evidente dilatazione dei tempi e con un esagerato esborso di denaro. Praticamente pensate di risparmiare i costi del consulente, ed invece Vi ritrovate a pagare il doppio, perdendo tempo.

Non solo! Questo Vi rende esposti, per non dire alla mercè, di un meccanismo di controllo implacabile e raffinato, che Vi creerà notevoli difficoltà operative. Perchè ricordateVi, che si in Rep. Ceca si pagano solo il 19 % di tasse sull’utile, (il 23 in Slovacchia), e le procedure sono tutte semplificate, ma quel 19 % di tasse bisogna assolutamente pagarlo e quelle procedure vanno assolutamente rispettate. Pena la galera! Non scherzo!

Ecco allora che improvvisarsi operatori esteri, è un grosso errore. Da non fare, credetemi!

 

Ersilio Gallimberti

Pin It on Pinterest

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close