Cechia: crescono affitti e vendite per i capannoni industriali.

Nel corso del 2013 gli affitti di immobili a scopo industriale e logistico hanno registrato un netto aumento. Lo affermano i dati dell’agenzia Cushman & Wakefield.

Secondo il rapporto dell’agenzia, il 2013 è stato un anno da record per l’affitto di questo tipo di immobili. L’agenzia infatti stima che in Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia e Romania sono stati affittati 4 milioni di metri quadrati. Il dato precedente risaliva al 2011 quando i nuovi affitti si erano fermati a 3,2 milioni di metri quadrati, mentre nel 2012 i nuovi affitti erano scesi a 2,8 milioni di metri quadrati. Cifra in netta espansione rispetto a dieci anni fa, quando la media dei nuovi affitti non superava i 500 mila metri quadrati all’anno.

La crescita degli affitti è stata sostenuta nella Repubblica Ceca anche dall’accelerazione dell’attività edilizia. Nel corso del 2013 sono stati inaugurati nuovi stabilimenti industriali e logistici per una superficie complessiva di 265 mila metri quadrati, ben 25% in più rispetto al 2012. In calo invece il dato regionale che scende da 740 mila metri quadrati del 2012 a 690 mila metri quadrati dello scorso anno.

Il centro Europa trae sicuramente vantaggio dalla prossimità all’economia tedesca – nota Ferdinand Hobil, capoteam per il settore industriale nel centro Europa dell’agenzia – ma un trend positivo degli ultimi anni è che nell’area vengono create delle produzioni tecnologicamente assai avanzate e l’area non è più soltanto un assemblificio.”

Fonte camic.cz

Slovacchia: con il Tocai l’economia è OK!

Il marchio con il nome “Tokaj” può essere utilizzato anche dalla Slovacchia per la produzione del vino. Questa è la sentenza della Corte Europea di Giustizia. I viticoltori slovacchi hanno accolto la decisione con favore. Il Presidente dell’Associazione Slovacca per il vino Tokaj, Géza Nagy ha dichiarato che le condizioni per la produzione dell’uva e la produzione del vino sono le stesse sia in Slovacchia che in Ungheria.

Gli enologi ungheresi, d’altra parte, hanno accolto con sfavore la sentenza. Il doppio uso del brand Tokaj, in Slovacchia e in Ungheria confonderà sicuramente i clienti, dicono.

L’area vinicola del Tokaj si estende attraverso la Slovacchia e l’Ungheria ed entrambi i Paesi sono in lotta da anni, per l’utilizzo di questo marchio di fabbrica. Non sono riusciti a delineare neanche i confini della regione del vino in Slovacchia. Il marchio Tokaj è nel registro ufficiale dell´UE registrato dall’Ungheria. La Slovacchia è riuscita a registrare il marchio “La regione del vino Tokaj”.

ECONOMIA

Secondo la stima dell’ufficio statistico SU, l’economia slovacca è cresciuta dello 0,9% in termini reali lo scorso anno. Nel quarto trimestre, il ritmo di crescita è accelerato fino al 1,3%, il ritmo più veloce negli ultimi anni. L’elevata crescita reale, però, deriva principalmente dalla bassa inflazione, la crescita nominale del quarto trimestre (1,5%) è stata alla pari con la crescita nel primo e nel terzo trimestre (1,4%).

L’ufficio SU pubblicherà un’analisi dettagliata della crescita il 5 marzo. Gli analisti dicono che mentre le esportazioni sono state il fattore chiave della crescita, anche i consumi interni e la costruzione hanno recuperato verso la fine dell’anno. La crescita lenta non crea posti di lavoro. Il grado di occupazione non è cambiato nel quarto semestre di quest’anno rispetto a quello del 2012.

Quest’anno, l’economia dovrebbe crescere intorno al 2%. Questo non sarà sufficiente a ridurre la disoccupazione in modo significativo.

Fonte CCIS

Basilea III fallirà, soprattutto perchè non è necessaria.

La settimana scorsa ho “frequentato” un webinar online sui nuovi requisiti di liquidità per le banche dettati da Basilea III. Ero lì per avere un’idea generale di quanto sarebbe stato difficile comprendere le nuove normative e la loro conformazione. Inoltre, ho voluto valutare il probabile impatto di Basilea III sui costi e sugli utili operativi delle banche.

Andiamo dritti al punto. Queste normative sono estremamente complicate, a mio avviso quasi incomprensibili. La narrazione delle quarantacinque diapositive conteneva molti caveat e certe disposizioni erano poco chiare e/o ancora irrisolte, in attesa di commenti dal settore prima della pubblicazione finale.

Questo webinar non era incentrato sui requisiti patrimoniali, che furono affrontati da Basilea I nel 1988 e di nuovo da Basilea II nel 2004, ma sui requisiti di liquidità. Considerando che il capitale della banca è visto come la garanzia ultima di pagamento delle sue passività, semmai si dovessero deteriorare i suoi attivi, la liquidità rappresenta la capacità di una banca di soddisfare rapidamente le richieste di rimborso immediato dei depositi. Sì gente, cosa succede se c’è una corsa agli sportelli bancari vecchio stile e tutti vogliono indietro i loro soldi? La banca può onorare i suoi obblighi… non domani, o la prossima settimana, o il mese prossimo… ma oggi? Basilea III tenta di creare un quadro di riferimento affinché le banche possano valutare rapidamente la liquidità degli asset a breve termine in relazione alle passività a breve termine, ed impostare rapporti minimi di liquidità. Se visto in questo contesto, un economista Austriaco capisce subito che Basilea III sta cercando di compensare la debolezza della riserva frazionaria ed il mix tra depositi e prestiti.

La riserva frazionaria permette alle banche di creare denaro dal nulla attraverso i prestiti. Quando una banca ottiene nuove riserve, per esempio da un nuovo deposito, il suo conto di riserva presso la FED viene aumentato per l’intero importo del suddetto deposito. La banca deve mantenere solo una frazione del deposito come riserve presso la FED. Supponiamo che il coefficiente di riserva sia il dieci per cento e la banca riceva un nuovo deposito di diecimila dollari. La banca deve mantenere solo un migliaio di dollari in riserve rispetto a questo deposito da diecimila dollari. Anche se può tranquillamente prestare solo novemila dei diecimila totali, il sistema bancario nel suo complesso può prestarne centomila, il reciproco del coefficiente di riserva moltiplicato la nuova riserva. (1/10% tasso di riserva X $10,000 in nuove riserve = $100,000 aumento complessivo in denaro fiat)

Il coefficiente di riserva “effettivo” di oggi non è il dieci per cento, ma poco più dell’uno per cento! (Le riserve richieste che ammontano a $120 miliardi supportano i $10.819 bilioni di M2, la misura del denaro più ampia.) Prima del 2008 le riserve in eccesso erano minime nel sistema bancario — molto raramente superavano i due miliardi di dollari — a seguito dei programmi di allentamento quantitativo della FED, invece, il sistema bancario detiene attualmente $2.214 miliardi in riserve in eccesso. Queste rappresentano un potenziale aumento dell’offerta di moneta, poiché non appena le banche cercheranno di massimizzare i loro profitti attraverso un aumento dei prestiti, esse si trasformeranno in riserva obbligatoria. Questo processo può richiedere un po’ di tempo, ma non vi è alcun motivo per cui il sistema bancario debba mantenere riserve in eccesso.

Piramidare nuova moneta in cima ad un piccolo rapporto di riserva, provoca uno squilibrio nella struttura temporale della produzione. Un tasso di interesse più basso fa lievitare i prestiti e fa sembrare praticabili quelli che invece sono investimenti improduttivi. La maggior parte sono investimenti di lungo termine per i quali il costo del denaro è un fattore importante. Dal momento che questi investimenti di lungo termine non sono finanziati da un vero e proprio aumento del risparmio, non ci sono risorse reali per il loro completamento. Alla fine saranno liquidati. A quel punto l’intera piramide di nuova moneta crollerà sulle banche sotto forma di perdite sui crediti. Le banche hanno ora asset “illiquidi” con cui onorare i loro depositi.

Si noti che Basilea III non affronta il problema centrale: il capitale è stato distrutto dalla creazione di moneta fiat, la quale è finita in quelle fasi della struttura di produzione che non diventeranno mai redditizie. Questo capitale, sui libri delle banche sotto forma di prestiti bancari a lungo termine, non può essere utilizzato per soddisfare le onerose norme di liquidità di Basilea III, perché non esiste più. Le regole di Basilea III attaccano il sintomo e non la causa della malattia — espansione monetaria fiat. Tuttavia, possiamo essere certi che i politici ed i burocrati escogiteranno Basilea IV!

L’unica protezione contro le piramidi di denaro e il loro successivo collasso è una moneta sonante, coperta al cento per cento da riserve. Questo requisito si applicherebbe alle banconote, ai gettoni monetari ed ai depositi bancari. Quello che noi oggi chiamiamo sistema bancario è una fusione di deposit banking e loan/investment banking. Murray N. Rothbard descrisse tale sistema decenni fa ne Il Mistero dell’Attività Bancaria. Il deposit banking consiste nella custodia delle riserve e nella produzione di sistemi di trasferimento di denaro efficienti, pagamenti automatizzati della stanza di compensazione, cartamoneta, gettoni monetari, ecc. Nessuno di questi sistemi è denaro di per sé; sono mezzi fiduciari che rappresentano le riserve detenute presso la banca. I depositi della banca cono coperti al cento per cento da riserve, anche per quel che riguarda conti correnti e banconote. I clienti pagano una tassa per il deposito ed i servizi di trasferimento di denaro. Le riserve reali non possono essere distrutte, quindi il denaro vero non può essere distrutto e non può causare piramidi di denaro soggette al crollo. Con una moneta sonante, la sola regolamentazione di liquidità necessaria è che la banca conservi sempre le riserve al cento per cento per sostenere i suoi mezzi fiduciari. Questo è il lavoro di una società di revisione, non il lavoro di un’azienda di consulenza bancaria.

Per quei clienti che desiderano impiegare i loro fondi in eccesso per guadagnare un ritorno di interesse, il lato prestito/investimento della banca funge da intermediario; cioè, il depositante presta i suoi fondi in eccesso al banchiere il quale li ri-presta ad un tasso di interesse abbastanza alto da pagare il costo dei suoi servizi, l’interesse al depositante ed un accantonamento per possibili rischi sui crediti. Il depositante della banca, che ora si è trasformato in un investitore, non ha alcuna garanzia della restituzione dei suoi fondi (a parte la dimensione del conto capitale del banchiere e la sua reputazione nel concedere buoni prestiti). Il banchiere che vuole prestare denaro necessita di pratica nella gestione di attivi/passivi, assicurandosi che i suoi prestiti maturino secondo lo stesso schema dei suoi depositi. I clienti della banca non possono ritirare il proprio capitale fino la fine del termine concordato, a meno che il banchiere si offra di farlo a fronte di una penale.

Il punto importante è che quando il denaro viene trasferito dal conto di deposito al conto di prestito e successivamente al cliente, non viene creato denaro dal nulla. L’offerta di moneta rimane la stessa; l’unica cosa che è cambiata è la sua proprietà temporanea. Non c’è bisogno di Basilea III. Non c’è bisogno di norme bancarie speciali e nessun bisogno di regolatori. Il settore bancario diventerebbe semplicemente l’ennesimo business soggetto al diritto commerciale. Se i controllori scoprissero che il deposito non viene coperto al cento per cento da riserve, il banchiere sarebbe soggetto a procedimento penale per frode ed alla confisca dei suoi beni personali per onorare i suoi obblighi di deposito. Non ci può essere alcuna garanzia della piena restituzione del denaro, così come nessuno può garantire che un bond o un’azione manterranno il proprio valore.

Il sistema bancario delineato da Rothbard elimina l’inflazione monetaria ed i cicli boom/bust insieme alle spese intrinseche di una grande quantità di norme non necessarie. I tassi di interesse sui prestiti scenderebbero a seguito della scomparsa delle spese operative bancarie e delle perdite sui crediti. Il denaro sonante ridurrebbe l’attuale premio inflazionistico nei prestiti bancari per compensare il loro rimborso in denaro svalutato. I banchieri potrebbero concentrarsi sul loro business cercando buoni clienti piuttosto che soddisfacendo le esigenze delle autorità di regolamentazione.

Patrick Barron

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L’ epico scoppio della bolla obbligazionaria.

Dopo Alessandria, Napoli si avvicina al default. Nonostante continuino imperterrite le voci che vogliono una fievole ripresa quest’anno, la maggior parte degli indicatori economici segnalano il contrario. Differentemente dalla tragica situazione in cui languono i PIIGS, i rendimenti obbligazionari di tali nazioni perseguono nella loro discesa ed il settore bancario pare addirittura stabilizzato. Quanto sono credibili? Poco, data la possibilità di manipolarli. Quando il pattume nascosto sotto il tappeto eploderà in faccia agli Eurocrati, coloro in possesso di bond dei PIIGS si ritroveranno per le mani grandi perdite. Chi li detiene in maggior parte? Il settore bancario europeo. Cinque anni di recessione e nulla è cambiato, solo rimandato nel tempo. L’Irlanda ha spostato i suoi fardelli sul settore pubblico, facendo leva sul settore dell’export pompato da USA e Inghilterra. La Grecia ha tirato un sospiro di sollievo per il settore turitistico, il quale è rimasto a galla “grazie” ai tumulti in Egitto e Tunisia; ma dall’altra parte le importazioni sono crollate e la disoccupazione è alta. L’economia greca si è contratta del 25% e pare che tale processo non voglia arrestarsi. E il Portogallo? Vi sembrano queste le misure da adottare con una presunta ripresa dietro l’angolo? E con la Francia a crescita zero, chiudono il sipario Spagna e Italia con un tasso di disoccupazione mostruoso e cifre legate all’emigrazione fuori controllo (meta preferita l’Inghilterra). E’ questa la solvibilità di cui si fanno forti gli Eurocrati? I problemi di debito sono irrisolvibili… se non attraverso un default. Questo significa che le promesse verranno infrante e gli investitori/contribuenti pagheranno un prezzo davvero salato. Negli anni ’60 ogni nuovo $1 di debito acquistava quasi $1 in crescita del PIL. Negli anni ’70 questa statistica è iniziata a diminuire mentre il debito continuava a salire. Quando siamo arrivati negli anni ’80 e ’90, ogni nuovo $1 di debito acquistava solo $0.30-$0.50 in crescita del PIL. E oggi, ogni nuovo $1 di debito compra solo $0.10 in crescita del PIL (al meglio). In altre parole, la crescita degli ultimi tre decenni, ma soprattutto degli ultimi 5-10 anni, è stata guidata da una quantità di debito sempre maggiore. Questo è il motivo per cui la FED è così preoccupata per i tassi di interesse. Potete vederlo dal grafico qui sotto. Ci mostra il mercato del credito totale diviso il PIL. Come si può vedere a partire dai primi anni ’80, l’ammontare di debito nel sistema è aumentato vertiginosamente. Abbiamo avuto solo un breve periodo di deleveraging, durante il 2007-2009. Bernanke non ha avuto lo stomaco per questo tipo di deleveraging. Il motivo è semplice: coloro che hanno accumulato grandi ricchezze grazie a questo sistema, sono molto incentivati ad andare avanti. Bernanke non parla di voi o di me, ma di Goldman Sachs o JP Morgan e della maggior parte della ricchezza di Wall Street degli ultimi 30 anni (crescita del credito). Eliminate la leva finanziaria e la politica monetaria facile, ed un sacco di persone molto “ricche” improvvisamente non saranno così ricche. Lasciatemene parlare in termini di crescita di posti di lavoro reali (creati dalle start-up) rispetto alla “crescita dei posti di lavoro” negli ultimi cinque anni. Secondo il National Bureau of Economic Research, le start-up rappresentano quasi tutta la creazione di occupazione negli Stati Uniti (lavori totali guadagnati meno i lavori totali persi). E le start-up più piccole hanno una prospettiva molto diversa riguardo al debito rispetto alle grandi imprese più consolidate. Il motivo è abbastanza semplice. Quando un piccolo imprenditore accende un prestito, di solito pone il patrimonio personale come garanzia (una casa, un’auto o qualche altra cosa). Di conseguenza il peso del debito porta con sé la possibilità reale di perdere qualcosa di grande valore. E così il debito viene visto con sospetto. Questo è in netto contrasto con una grande impresa, che può impegnare le garanzie in possesso dell’azienda stessa (non beni personali) e sentirsi quindi più propensa ad utilizzare l’indebitamento con la leva finanziaria. In questo modo il QE e le altre politiche monetarie accomodanti della FED favoriscono le imprese più grandi piuttosto che i veri motori della creazione dei posti di lavoro: le piccole imprese e le start-up. Per questo motivo le politiche della FED, non importa quale sia la retorica utilizzata, sono a favore del mercato azionario piuttosto che per quello dell’economia reale. Vale a dire, vanno a vantaggio di quelle imprese che possono accedere più facilmente alle finestre di credito con tassi di interesse vicini allo zero rispetto a quelle aziende che hanno più probabilità di generare posti di lavoro: le piccole imprese e le start-up. Questo è il motivo per cui la crescita dei posti di lavoro rimane anemica, mentre il mercato azionario ha raggiunto nuovi massimi storici. Questo è il motivo per cui in un primo momento i grandi investitori come Bill Gross hanno applaudito le politiche della FED (quando il deleveraging stava per spazzarlo via nel 2008), ma poi vi si sono rivoltati contro negli ultimi anni (es. mossa politica). Questo è il motivo per cui il QE è così pericoloso, perché aumenta la concentrazione della ricchezza e distrugge la classe media. Tipi come Warren Buffett e Larry Ellison di Oracle possono usufruire dei tassi di interesse bassi per sfruttare la leva finanziaria, acquisendo più asset (che possono produrre reddito) ponendo quelli in loro possesso come garanzia (Ellison comunemente “presta” azioni di Oracle alle banche in cambio di prestiti bancari). Il debito a buon mercato è utile per loro perché il rischio marginale è piccolo rispetto a quello di un normale investitore che dovrebbe porre un asset necessario (es. la sua casa) come garanzia per un prestito. Questo sistema funzionerà fino a quando il debito rimarrà a buon mercato. Tuttavia, negli ultimi 12 mesi la FED ha definitivamente superato il punto di non ritorno con le sue politiche. E’ solo una questione di tempo prima che questa bolla del debito scoppi.

Graham Summers

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Cechia: nautica fluviale in ascesa.

La Direzione delle vie fluviali della Repubblica Ceca vuole rafforzare la rete di porti per le imbarcazioni ricreative e da diporto. Lo ha annunciato il direttore dell’ente Lubomir Fojtu.

Secondo il piano della Direzione delle vie fluviali dovrebbero sorgere lungo l’Elba, cinque nuove porti per le imbarcazioni ricreative e a questo scopo dovrebbe essere modernizzato anche il giá esistente porto di Litomerice. I nuovi porti dovrebbero sorgere nelle cittadine Dolní Zálezly, Libochovany, Lovosice, Libotenice a Nučnice, e l’investimento complessivo nella nuova rete portuale non dovrebbe superare i cento milioni di corone.

Nella Repubblica Ceca sta crescendo l’interesse verso la nautica da diporto, e questo fatto è confermato anche dalla crescita delle domande di registrazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto – afferma il direttore Lubomir Fojtu- Tuttavia l’assenza delle infrastrutture necessaria ha frenato questa crescita; dunque, dai progetti che vogliamo realizzare nel corso di quest’anno, ci attendiamo una spinta per un ulteriore sviluppo del turismo nautico.”

 

Fonte camic.cz

Cechia: Corona svalutata almeno fino al 2015.

Il discusso intervento sul corso della corona ceca, cominciato a novembre dello scorso anno dalla Banca Centrale Ceca, potrebbe concludersi con l’inizio del 2015. Lo ha detto giovedì 6 febbraio il governatore della CNB Miroslav Singer nel corso della conferenza stampa sulla politica monetaria della CNB. Secondo Singer le nuove previsioni macroeconomiche suggeriscono una crescita del PIL e un’inflazione tale da scongiurare il pericolo deflattivo, per cui la CNB ha ritenuto di dover attuare gli interventi sulla corona. Verso la fine del 2014 l’inflazione dovrebbe infatti tornare a crescere intorno al 2%, che configura l’obiettivo inflattivo della Banca Centrale Ceca. Raggiunto tale obiettivo inflattivo la CNB potrà anche valutare la possibilità di innalzare i tassi d’interesse di base, che attualmente si trovano allo zero tecnico. Il board della CNB continua a valutare l’obiettivo delle scambio a 27 corone per euro adatto alla situazione e sta quindi attuando le misure necessarie per l’allentamento delle condizioni monetarie,” ha anche ribadito Singer durante la conferenza stampa.

 

Fonte camic.cz

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