Slovacchia, FIRECO 2011: successo delle aziende italiane.

Grande successo di affari e di pubblico al 13° appuntamento con FIRECO 2011, la fiera delle attrezzature antinfortunistiche e delle tecnologie antincendio e di sicurezza, che si è tenuta dal 5 al 7 maggio 2011 presso i padiglioni della fiera di Trencin, in Slovacchia. Con un attivo di 64 espositori, provenienti da tutta Europa, Italia compresa, il tenore dell’esposizione si è subito innalzato, in virtù delle prossime scadenze sugli aggiornamenti tecnologici e gli approvvigionamenti, che il corpo nazionale slovacco dei Vigili del Fuoco, anch’esso dipendente come in Italia dal Ministero degli Interni, ha deciso di intraprendere per la fine dell’anno in corso 2011. Non solo : la recente entrata in Europa della Slovacchia, e la conseguente accettazione di tutte le normative e regolamentazioni riguardanti la sicurezza negli ambienti di lavoro, ha reso questo appuntamento insostituibile nell’acquisizione di tutti gli strumenti e attrezzature, per aggiornare il settore lavorativo dell’intero paese. Un mercato quindi estremamente ampio, ricettivo e proficuo poiché interessa tutti i campi produttivi, dall’edilizia all’industria, dall’artigianato all’alimentaristica. Non solo però la necessità di un adeguamento normativo, ma bensì la volontà e la consapevolezza di un incremento della sicurezza nell’ambiente di lavoro, finalizzata ad un innalzamento della qualità e della redditività dello stesso. Le aziende italiane presenti, hanno concluso importanti contratti, non solo con lo stato, ma con centinaia di imprese private che aspettavano proprio questo appuntamento per cogliere “senza fallo”, tutti i prodotti migliori e nuovi presenti sul mercato. A questo si aggiunga inoltre il basso costo di partecipazione alla fiera, perfettamente allineato con gli standard slovacchi, ma nettamente inferiore rispetto a quegli italiani, e il gioco è fatto ! Est Consulting era presente con la sua equipe di traduttori, che hanno contribuito in maniera importante alla stesura degli ordinativi, e con un database aggiornato sulle varie aziende slovacche e non solo, poiché l’appuntamento, ormai consolidato nel tempo, richiama visitatori anche dalla vicina Rep. Ceca, Polonia e Ungheria. Durante tutti i tre giorni della fiera, hanno particolarmente interessato ed emozionato, le esercitazioni dei Vigili del Fuoco sugli interventi in caso di incidente stradale e di calamità naturale, e le dimostrazioni di alcune ditte su efficienti sistemi di estinzione domestica ed industriale. Che dire poi delle splendide ed emozionanti serate trascorse nella bellissima Trencin, città tanto storica quanto proiettata nel futuro, con la sua enorme zona industriale e tecnologica. Buoni affari quindi e sano divertimento.

E. G.

Contraffazione ed Europa.

La relazione che ogni anno la Commissione Europea pubblica sui risultati degli interventi doganali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale evidenzia come le dogane hanno assunto un ruolo significativo nella repressione della contraffazione. In particolare, dall’ultimo report del 2009 emerge che, malgrado la crisi economica mondiale, l’autorità doganale è intervenuta in 43.500 casi con il fermo di 118 milioni di prodotti, e che, nella maggior parte dei casi (82%), i prodotti sequestrati sono stati distrutti mediante la procedura semplificata o con l’instaurazione di procedimenti giudiziali promossi dai titolari dei diritti contraffatti o usurpati. E’ evidente che il servizio di sorveglianza doganale costituisce per le imprese un ottimo strumento nella lotta della contraffazione a tutela dei propri diritti di proprietà intellettuale ed industriale.

Il Regolamento Comunitario n. 1383/2003 fornisce un quadro normativo a livello europeo per i titolari di diritti di proprietà intellettuale per prevenire l’importazione e l’esportazione di merci contraffatte. Uno degli “strumenti” maggiormente utili offerti dal Regolamento è la cosiddetta ”procedura semplificata” Secondo quanto disposto dal Regolamento, i titolari di diritti di proprietà intellettuale possono presentare un’istanza d’intervento alle autorità doganali affinché sospendano l’introduzione di merci nell’UE ove le stesse siano sospettate di essere contraffatte o, più in generale, di violare un diritto di proprietà intellettuale.

Imposte fantasiose.

 

Con l’attuazione del federalismo si spera che il pagamento delle tasse diventi un esercizio meno penoso, in quanto maggiormente collegato alla qualità dei servizi pubblici. Se questo, poi, vorrà dire un aumento o una riduzione del carico fiscale, si vedrà. Quello che è certo è che i comuni verranno dotati di alcuni importanti strumenti per esercitare l’autonomia finanziaria ; tra questi uno dei meno conosciuti è l’imposta di scopo. Non che si tratti di una novità. Nel nostro sistema, infatti, le imposte di scopo esistono già. Nel 2007, per esempio, ne era stata istituita una, sotto forma di addizionale ICI, che i comuni potevano destinare al finanziamento del 30 per cento delle opere pubbliche. Con il nuovo fisco federale, però, i comuni non avranno vincoli così stretti e le imposte di scopo potranno essere istituite senza particolari limitazioni, per il finanziamento di specifiche necessità pubbliche : un nuovo asilo, la nuova linea della metropolitana, l’ammodernamento del centro sportivo. Certo, lo sviluppo dell’autonomia impositiva degli enti locali presenta qualche rischio, visto che gli amministratori saranno tentati di esplorare nuove forme di imposizione per evitare di aumentare le imposte già esistenti.

Nei paesi dove il federalismo è avanzato le imposte bizzarre non mancano. Negli USA, nel Maine, esiste una tassa sui mirtilli; mentre in Utah sul fatturato dei night club è applicata una sovrattassa del 10 per cento; per non dire del Maryland, dove si pagano 2,50 dollari al mese per l’uso dello sciacquone del bagno e la lista potrebbe continuare. Tornando nella vecchia Europa un particolare caso di imposta ecologica è quella danese e irlandese che tassa le mucche, notoriamente colpevoli di contribuire con le loro flatulenze ad aumentare il buco dell’ozono. Non meraviglia invece più di tanto la tassa svizzera sugli animali domestici; se non per il fatto che la sanzione per chi non paga è la soppressione della povera bestiola.

Italia: tasse in ascesa per i prossimi tre anni.

Ci sarà un aumento, anche se lieve, della tassazione in Italia per i prossimi tre anni almeno. E’ quanto ha dichiarato nella sua relazione alla Camera, il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Claudio Siciliotti. La notizia, per niente confortante, è passata in secondo piano nella maggioranza dei giornali e TG di casa nostra, ovviamente non avezzi ha gettare benzina sul fuoco del panorama fiscale italiano. La relazione giunge poco dopo, la decisione del Governo, di aumentare l’accisa sui carburanti, proprio in un momento come questo con il prezzo del greggio schizzato ai suoi massimi storici. Dettagliatamente circostanziata, la relazione del presidente Siciliotti, parla di un incremento valutabile attorno il O,13 % per l’anno in corso, 2011, per arrivare ad un O,16 % nel 2012 ed infine O,18 % per il 2013. Inutile commentare la notizia. Comunque certamente nessuno si aspettava, che in una fase recessiva come quella attuale, ci fosse ancora spazio per un aumento delle imposizioni, in un paese come l’Italia che già soffre il triste primato, del più alto livello di tassazione di tutta l’Euro Zona. Se poi, a fronte di questo elevatissimo prelievo fiscale, corrispondessero un’adeguata fornitura di servizi, per il privato cittadino e per l’impresa, ci sarebbe poco da lamentarsi ; cosa che purtroppo non è. Dobbiamo ammettere che l’attuale Governo, latita gravemente sulle politiche a beneficio dell’impresa.

Buona tavola italiana e buoni affari.

Non c’è niente da fare ! La buona cucina italiana mette sempre d’accordo tutti ! D’altronde i buoni sapori italiani, sono da sempre il nostro inconfutabile biglietto da visita nel mondo ! E questo l’ho ha riscontrato anche Diego Della Pietra, rodigino di 39 anni, con un trascorso nell’esercito, che da oltre 10 anni e ha capo, con il suo socio di Montebelluna, di un’import-export di prodotti alimentari italiani di qualità a Praga. “Certo i nostri clienti sono molto selezionati”, dice il Della Pietra, “nel senso che non tutto il mercato ceco ha dimostrato di conoscere le nostre prelibatezze. Ma con l’andare del tempo, l’aumentare dell’informazione e delle conoscenze, effettivamente il nostro range d’azione è destinato ad allargarsi”. Il sopravvenuto benessere infatti, ha portata la Rep. Ceca, come tutti i paesi dell’ Est-Europa, ha apprezzare maggiormente i prodotti stranieri, e quegli italiani in particolar modo, non solo come prodotti alimentari fine a se stessi, ma come “life style” inteso a 360 gradi. La mozzarella di bufala è ormai conosciuta dappertutto, non solo per la sua bontà, ma soprattutto per la sua leggerezza e digeribilità, che la fanno assurgere a piatto principe della sana dieta mediterranea. Che dire poi dell’olio d’oliva, delle insalate fresche, del formaggio Parmiggiano, del Prosciutto crudo, tutte prelibatezze uniche nel panorama alimentare mondiale, che con la loro squisitezza attraggono sempre più entusiasti consumatori in ogni parte del mondo, Rep. Ceca compresa. E’ stata una bella avventura commerciale per il rodigino Della Pietra, che ovviamente non si è ancora conclusa, ma che è destinata ad ampliarsi sempre più sotto i migliori auspici. Sembra impossibile, ma anche i militari riescono a fare i soldi in Rep. Ceca ! Il Della Pietra infatti va fiero del suo passato nell’esercito, che l’ho a portato inizialmente a essere scelto come direttore nell’azienda del padre dell’ex fidanzata veronese : “Mi riteneva adatto al ruolo perchè come militare, avevo una certa impostazione per il comando, l’organizzazione e la gestione”, dichiara in un’intervista concessa al Gazzettino di Rovigo del 24 Aprile 2011. Poi la scelta di mettersi in proprio e il trasferimento quasi definitivo a Praga è avvenuto di buon grado, poiché trattasi di una città a misura d’uomo, dai ritmi e dai tempi assolutamente più umani, rispetto a una città di pari grandezza italiana. E poi il piacere di operare in un mercato in continuo fermento, con gente come i cechi “seri, tenaci, rigorosi e rispettosi”, “una mentalità un po’ tedesca” esordisce il Della Pietra. Per concludere, bisogna citare la meritoria opera svolta da aziende del genere, che operano nell’interesse e nella valorizzazione del vero prodotto “made in Italy”, sgombrando il campo da tutta quella massa di tarocchi e falsi d’autore che hanno oramai invaso i mercati stranieri e che portano un danno ingentissimo a tutti gli operatori, oltre che al paese Italia in seconda battuta. “Buona tavola e buoni affari” quindi, per gli oltre 6000 italiani sparsi per tutta la Rep. Ceca, che proprio di questo “gustoso” business si occupano !

Piano di ulteriore sviluppo per la Slovacchia.

Il Governo slovacco ha approvato il programma nazionale di riforme che sarà in essere fino alla metà del 2014. Il documento introduce un pacchetto di misure destinate al rilancio dell’economia e al miglioramento degli standard di vita in Slovacchia, e affronta anche un graduale inserimento degli obiettivi del programma Europa 2020.

Tra gli scopi prefissi dal programma, l’aumento del tasso di occupazione delle persone in età lavorativa 20-64 anni sopra il 72%, e limitare il tasso di disoccupazione a lungo termine sotto al 3%.

Il Governo ha anche posto il suo sguardo sul miglioramento delle condizioni di business a un livello che ponga il Paese tra i primi 15 nella lista ‘Doing Business’ della Banca Mondiale entro il 2020. Inoltre, il documento affronta anche il desiderio di reprimere le pratiche di corruzione e i favoritismi. Nel frattempo, entro il 2020 il programma prevede di allontanare dal rischio di povertà un totale di 170.000 persone.

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