Circolare n. 6: l’inusuale emigrazione italiana in Cechia e Slovacchia.

Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello !”

 Dante – Purgatorio – Canto VI (76-78)

E questo lo scriveva il buon Dante Alighieri ancora nel 1300 o giù di li. Questo significa che per il cosiddetto popolo italiano, è proprio una propensione fisica e filosofica, quella di complicarsi la vita.

Si sottostima che negli ultimi 100 anni, almeno 50milioni di italiani siano emigrati, abbiano abbandonato la loro terra natia, per cercare un lavoro, per cercare un’opportunità di vita, per “cercare fortuna” come semplicisticamente si tenta di definire la questione. Praticamente è come se un’altra Italia avesse varcato i confini nazionali, e si fosse stabilita in altri paesi, in altre parti del globo, per soddisfare quello che è il bisogno primario di ogni essere umano, quello di sopravvivere.

Perchè è proprio questo che cercavano i nostri nonni, i nostri padri, quando andavano all’estero : sopravvivere !

In qualunque parte del mondo voi andiate, state sicuri che troverete un italiano, che lavora, che ha una famiglia, che si è costruito un brandello di avvenire che la sua terra natia gli ha negato. C’è un fatto che considero terrificante : cioè dire che il proprio paese, la propria nazione, non sia in grado di soddisfare i bisogni minimi dei suoi abitanti e che gli obblighi ad emigrare. E’ assolutamente terrificante!

Vogliamo parlare dell’ inarrestabile fuga di cervelli all’estero ? Vogliamo poi parlare dei personaggi famosi della cultura e dello spettacolo che vivono all’estero ? Sophia Loren arrestata e ristretta in carcere in Italia, per futili questioni fiscali, leggi QUI. Immediatamente rilasciata ma che da anni vive in Svizzera. Le stupide noie fiscali di Mina. Liliana de Curtis, la figlia del grande Totò, mandata a vivere e lavorare in Sud-Africa, perché il principe disse : “In Italia non è cosa buona !”

L’emigrazione sta purtroppo tornando d’attualità negli ultimi anni. Le sempre più difficili condizioni di vita in Italia, l’incredibile recessione economica, il precipitare della sicurezza, il trionfo dei raccomandati, le tasse alle stelle, tutte queste condizioni hanno generato una nuova ondata migratoria, verso paesi sicuramente più attraenti, sicuri e ricchi. Italia popolo di santi, poeti e navigatori. Terminati i santi e i poeti, sono rimasti i navigatori …

L’emigrazione italiana si è storicamente indirizzata in paesi ricchi, pieni di opportunità e risorse : in Europa sicuramente la Germania, dove la presenza italiana è massiccia, ben radicata e organizzata con una fitta rete di mutuo soccorso. Nel mondo sicuramente le due Americhe ; in Argentina specificatamente ci sono interi paesi abitati da migliaia di emigranti veneti e friulani. Idem in Australia. Dappertutto la comunità italiana si è sempre distinta per la sua operosità e intraprendenza. Dall’altro lato i paesi stranieri si sono sempre dimostrati ospitali e generosi, a parte qualche sporadico evento negativo.

Questo senza dimenticare però che l’emigrazione è per definizione un evento traumatico e drammatico ; tanti italiani hanno superato questa fase con disinvoltura e semplicità, addirittura mostrando totale disinteresse nel mantenere legami con la madre-patria. Altri invece no, cercando continuamente quel contatto, quel legame più o meno intimo, con le loro radici, con il loro paese. I brasiliani la chiamano “saudade”, nostalgia.

Un discorso a parte merita l’emigrazione italiana in Rep. Ceca e Slovacchia, uno perché è sicuramente più recente dal punto di vista temporale, due perché è stata animata da altre istanze che non quelle classiche della sopravvivenza.

Rep. Ceca e Slovacchia non sono storicamente paesi ricchi, quindi paesi “migratori” nel senso canonico del termine, però hanno visto e stanno vedendo tuttora un sempre maggior interesse da parte del “non-popolo” italiano.

Alcune ragioni sono senza dubbio il basso costo della vita, degli affitti, degli immobili, la bassa pressione fiscale, che ha attratto numerosi imprenditori, per ottimizzare la loro fiscalità o per delocalizzare intelligentemente.

Altre ragioni sono lo stile di vita, i silenzi, il rispetto del verde, il rispetto del prossimo, l’amore, (etero e omo) ; infine, ma non per ultimo, la necessità di sfuggire a noie in Italia o anche, nel peggiore dei casi, a mandati di cattura. E si purtroppo.

La differenza fondamentale che esiste nell’emigrazione italiana in CZ e SK, sta proprio nel fatto che non è un’emigrazione creata dal bisogno e dalla necessità di costruirsi un avvenire ; in una parola sola ma significativa, non è un’emigrazione povera. Ma è un’emigrazione ricca, che è dettata dalla convenienza e tante volte, credetemi, dalla necessità di “parcheggiarsi” in un ambiente ospitale ed economico, per un certo periodo della propria vita.

Perchè che Rep. Ceca e Slovacchia siano ospitali questo è fuori di ogni dubbio, e che ci siano certi italiani che abusino di questa ospitalità è ancorchè fuori dubbio.

Nella mia esperienza più che ventennale ne ho visto di tutti i colori, credetemi. Infatti questa condizione di “parcheggio”, più o meno lungo, non viene spesso vissuta nella giusta dimensione della convenienza che citavo poc’anzi. Ma viene intesa come una costrizione, generando frustrazioni e disagi esistenziali della serie: “Vorrei vivere all’italiana ma non posso!” Che cosa ci sarà poi di tanto bello nello stile di vita italiano non riesco a capirlo ; a parte la cucina e il vino, in Italia non è rimasto più nulla!

Questo disagio esistenziale, che viene generato dalla non accettazione al paese ospitante, si estrinseca altresì nella critica continua, nella denigrazione, nella non accettazione delle regole di vita basilari del paese stesso. Purtroppo taluni emigranti possono anche diventare completamente scemi, soprattutto quando la materia grigia contenuta nella scatola cranica è molto poca !

Tutto questo ragionamento per dirvi una cosa molto semplice: applicate sempre la formula dubitativa al vostro interlocutore italiano in CZ e SK. Semplicemente perché non sapete, in prima battuta, con chi avete a che fare: se si tratta di uno che è venuto in Rep. Ceca e Slovacchia per amore dei paesi, del loro stile di vita, per convenienza fiscale, per convenienza penale, per “parcheggiarsi” qualche anno. Perchè ovviamente le interpretazioni e le risposte ai quesiti che vi verranno date, saranno variabili a seconda dell’interlocutore e della sua esperienza di vita vissuta all’estero. Per i ceco/slovacco-scettici, tutto sarà negativo, tutto farà schifo, tutto sarà animato dalla logica del denaro e dell’opportunità, dimenticandosi però dove vivono e perché vivono in quella realtà. Dai ceco/slovacco-ottimisti, tutto sarà bello, rose e fiori, dolce e profumato allo stesso tempo, dimenticandosi altresì di altri paesi in giro per l’Europa, autentici modelli di vita e stato sociale.

Il paradiso non fa parte di questa terra e probabilmente neanche di questa vita. Quindi lodare alcuni paesi piuttosto di altri è sicuramente fuori luogo. Certo che in alcune realtà, come appunto la Rep. Ceca e la Slovacchia, vi è attualmente un equilibrio positivo che vale la pena di ricordare, come faccio sempre, forte della mia esperienza europea e ahimè italiana!

Certo, se avessi i soldi andrei a vivere in Svizzera, ma i soldi non gli ho e quindi mi accontento della Repubblica Ceca e della Slovacchia che non è, badate bene, un accontentarsi, ma bensì una scelta oculata e intelligente.

Un consiglio spassionato che mi sento di dare è di coltivare e privilegiare una vostra rete relazionale soprattutto con i locali, sia cechi che slovacchi; l’interprete vi potrà essere di grande aiuto da questo punto di vista. Avere amici cechi e slovacchi è importantissimo per districarsi nei piccoli e grandi problemi quotidiani che sarete chiamati ad affrontare durante la vostra esperienza estera.

Non solo. Visto che loro inevitabilmente ragioneranno alla “ceca” o alla “slovacca”, vi aiuteranno ad entrare subito in sintonia con il vostro paese adottivo.

Certamente un pizzico di anti-italianità, (ma non proprio un pizzico a dire la verità), aiuta fortemente a fare queste scelte e queste considerazioni. Ma per quel che mi riguarda, il tempo dei nazionalismi è definitivamente terminato.

E’ almeno dal 1300 che l’Italia non è “donna di provincie, ma bordello”. Vi ricordate Dante ?

Considerando poi che nessun medico prescrive soggiorni più o meno lunghi a scopo terapeutico, in Rep. Ceca e Slovacchia, agli amanti dell’ Italia e dell’italianità e ai detrattori dell’est, dico solo questo: rimaneteci nel Vostro Bel paese !

Un’alternativa alla palude italiana esiste.

Ersilio Gallimberti

 

Un approfondimento da Buongiorno Slovacchia:  http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/45790

Circolare n. 5: come si vive in Cechia e Slovacchia?

La domanda è frequentissima e tanti di Voi, che mi contattano tramite est consulting, sono molto incuriositi della cosa ; altri invece ostentano una conoscenza completamente distorta dettata esclusivamente dall’ignoranza, come il fatto che in Rep. Ceca e Slovacchia, ci sia gente che fa la fila per prendere il pane oppure che le strade siano tutte rotte e invase dai briganti.

Niente di più sbagliato ! La Rep. Ceca e la Slovacchia sono due realtà che stanno rapidamente raggiungendo i vertici di tutte le classifiche europee e mondiali, per sviluppo economico e qualità complessiva della vita. E questo non è dovuto, credetemi, ai finanziamenti europei. Il ruolo dell’UE, anche se non si può definire marginale, non si può certo dire che sia stato determinante. Marginale nel senso che si, è vero, i due paesi, soprattutto la Slovacchia, hanno beneficiato di abbondanti finanziamenti da parte della Comunità, ma questi hanno avuto come contropartita il legame stretto tra i due paesi e le più importanti mayor europee, che sempre nei due paesi hanno trovato pianta stabile per consolidare i loro business e per pagare meno tasse, il tutto assolutamente sacrosanto per carità.

Ma questo va detto per sgombrare il campo da eventuali disquisizioni di tipo idealistico e altruistico sui piani di finanziamento UE ; la Comunità Europea non è un’anima pia, animata da spirito caritatevole, ma un grande business, animata nel fare sempre più soldi !

Determinante nel senso che tutto questo sviluppo economico e sociale lo si deve esclusivamente alla bontà delle loro genti, cechi e slovacchi, che si sono rimboccate la maniche a darci dentro per lavorare e migliorare le loro condizioni di vita. E questo è un grande merito che dobbiamo dare alle genti ceche e slovacche.

Poi da non dimenticare l’ordine sociale e la sicurezza, tutti valori che in Italia stanno andando via via scomparendo. In questi due paesi l’ordine regna sovrano. Te ne accorgi quando vai al parcheggio del centro commerciale, dove tutte le auto sono correttamente parcheggiate. Te ne accorgi quando vai all’ufficio postale, dove tutti gli sportelli sono aperti, la gente in fila e l’operatore solerte. La stessa cosa quando si va in banca oppure in qualche ufficio pubblico, per scartoffie e burocrazia varia. Te ne accorgi quando vai all’ospedale per una ferita, una medicazione o una semplice visita di controllo.

Insomma tutto è basato al soddisfacimento delle necessità del singolo, nel rispetto dell’interesse collettivo. La sicurezza poi è ai massimi livelli. La polizia è rispettata e la Magistratura funziona correttamente ; qui si va sotto processo dopo qualche mese, alla faccia dei cinque anni che ci vogliono in Italia.

Non ci sono mendicanti per strada, zingari ai parcheggi e alle stazioni dei treni e ci si può anche dimenticare la macchina aperta con le chiavi sul cruscotto – imperdonabile errore nelle grandi città italiane. Che dire poi dei furti in case e appartamenti, uno dei tanti flagelli italiani. Qui i reati contro il patrimonio sono ridottissimi e se sorprendi un ladro in casa tua e lo ferisci anche gravemente, non rischi nulla, anzi vieni lodato, non come in Italia che ti arrestano.

I telegiornali mandano in onda servizi sul crollo del palo della luce o sul gattino rimasto intrappolato in cima all’albero, veramente, non scherzo. I telegiornali in Italia quotidianamente parlano di rapine, furti, truffe, violenze, anziani derubati, politici arrestati per corruzione, mi domando : dove andrà mai a finire il cosiddetto Bel Paese ?

Un aspetto importante, che voglio sottolineare comunque, e che qui lo stile di vita è completamente differente da quello italiano ; la nostra e la loro sono due culture diametralmente opposte, completamente differenti. La nostra matrice è mediterranea la loro è nordica. Sono popoli riservati e taciturni, questo dovuto sia al prevalente clima rigido, che non favorisce certamente la convivialità nei canoni a noi usuali, sia ai 48 anni di regime, dove controllo del prossimo e delazione erano sempre in agguato.

Ma è la matrice culturale comunque la grande differenziazione tra noi e loro ; e io sono affascinato da questa cultura, da questo modo di vivere, fatto sta che sono ventitré anni che la respiro.

Anche questo è un elemento importante da dire perché se non si è adeguatamente informati, il primo impatto con Rep. Ceca e Slovacchia potrebbe essere drammatico. In questi due paesi non esiste l’Happy Hour, non ci sono le vecchiette sedute fuori dalla porta di casa o alla finestra. Alle cinque del pomeriggio i negozi chiudono, la gente qui non fa le “vasche” per il corso, quindi tante medie e piccole città possono dare quel senso di abbandono, di vuoto, che non corrisponde comunque alla verità. La gente c’è, solo che sta in casa oppure all’Hospoda, l’osteria in ceco e slovacco.

Sono sincero : i più bei locali della vita mia gli ho visti proprio in Rep. Ceca e Slovacchia. Questo perché ogni locale assume quei contorni personalistici che proprio l’intima frequentazione e il viverli quotidianamente comporta. L’osteria, il bar, il locale pubblico, rappresenta il momento più importante, probabilmente più determinante nella socializzazione in tutti i popoli del nord e dell’est.

E comunque nei bar non c’è gente che urla, ma la gente parla con tono normale, tante volte quasi sottovoce, per non disturbare, questo per un grande senso di rispetto per il prossimo, valore così tanto vituperato nel cosiddetto Bel Paese.

Quindi, a domanda risponde : come si vive in Rep. Ceca e Slovacchia ? Molto meglio che in Italia.

 

Ersilio Gallimberti

Circolare n. 4: improvvisarsi operatori esteri. Grosso errore!

 

E’ indiscutibile che ultimamente Rep. Ceca e Slovacchia, abbiano goduto dell’interesse di tantissimi connazionali, che qui vedono e a ragione, una valida alternativa di vita e imprenditoriale al “Letta-maio” Italia.

Ma questo non basta per poter iniziare un percorso estero, un brand-impact e benchè meno improvvisarsi imprenditori esteri; queste azioni, non mi stancherò mai di dirlo, richiedono una approfondita conoscenza del mercato e del sistema di lavoro, culturale e imprenditoriale del paese estero dove si vuole operare. Andare in Rep. Ceca insomma, e costituire una società, magari con l’ausilio della prostituta conosciuta la sera prima al night, potrebbe risultare estremamente oneroso oltrechè pericoloso.

Ultimamente infatti ricevo parecchie segnalazioni da parte di persone che stanno avendo parecchi problemi con le loro neonate società, SRO, per il semplicissimo fatto di non avere seguito alla perfezione tutti gli step che portano alla costituzione delle stesse. E questo, ovviamente accade, perchè 1) si optà per il fai da te, nel senso che si va da soli nei vari uffici finanziari o al massimo in compagnia di maldestri/e interpreti ; 2) ci si affida a consulenti improvvisati.

Signori cari, le professionalità non si inventano! Bisogna necessariamente affiancarsi ad un consulente preparato ed introdotto nel mercato in cui si vuole operare. Aprire una società in Rep. Ceca o in Slovacchia, non è come aprirla in Italia. Non tanto per una questione di difficoltà, poiché è indubbia la semplicità non solo dal lato fiscale, che offrono CZ e SK. Ma per una questione di decifrazione delle varie necessità in seno ai vari organismi pubblici che determinano la creazione dell’entità commerciale.

A questo ci dovete aggiungere una oggettiva difficoltà linguistica, che i due idiomi rappresentano, e l’entroterra culturale-imprenditoriale italiano, assolutamente specifico e singolare, che mal si adatta, se non governato correttamente, alle logiche operative estere. In altre parole, Voi esportate si Made in Italy, ma nel sistema del paese in cui operate. Non potete pensare di farlo a Praga o a Brno, con lo stesso sistema che lo facevate a Milano o a Bergamo.

Questo in termini astratti, poi, all’atto pratico, è necessario avere la più completa visione degli adempimenti burocratici necessari; e questa visione completa ve la dà solamente chi ha la pratica materiale nella costituzione delle società. Altrimenti finite un’ adempimento e ne dovete iniziare immediatamente un altro, questo con evidente dilatazione dei tempi e con un esagerato esborso di denaro. Praticamente pensate di risparmiare i costi del consulente, ed invece Vi ritrovate a pagare il doppio, perdendo tempo.

Non solo! Questo Vi rende esposti, per non dire alla mercè, di un meccanismo di controllo implacabile e raffinato, che Vi creerà notevoli difficoltà operative. Perchè ricordateVi, che si in Rep. Ceca si pagano solo il 19 % di tasse sull’utile, (il 23 in Slovacchia), e le procedure sono tutte semplificate, ma quel 19 % di tasse bisogna assolutamente pagarlo e quelle procedure vanno assolutamente rispettate. Pena la galera! Non scherzo!

Ecco allora che improvvisarsi operatori esteri, è un grosso errore. Da non fare, credetemi!

 

Ersilio Gallimberti

Circolare n. 3 : porta via i soldi dall’Italia. E subito !

I recenti e tragici fatti di Cipro, hanno messo ulteriormente in evidenza la fragilità del sistema del credito privato e l’arroganza del sistema bancario e europeo. A Cipro ho amici di vecchia data, con i quali mi sono costantemente sentito telefonicamente, e che mi hanno trasmesso una situazione di angoscia e paura che mai avrei pensato di vivere. Nicos, architetto 44enne, laureato a Venezia nel 94, una splendida moglie Oriana, anche lei architetto e una bambina, si fa per dire, 14enne. Ebbene Nicos mi ha detto : “Questa è la terza guerra mondiale !” E come darli torto !

Infatti è proprio così ! A Cipro hanno vissuto la terza guerra mondiale, ma non combattuta con i cannoni o le mitragliatrici. Un guerra silenziosa ma non per questo meno subdola e distruttiva : la guerra delle banche e dei conti correnti.

Volutamente Vi tralascio tutto quello che mi è stato raccontato sui sit-in davanti le banche, le aggressioni fisiche a cassieri e direttori, la violenza di taluni poliziotti, gli enormi disagi patiti da aziende piccole e grandi per i quasi 10 giorni di chiusura degli sportelli. Tante notizie sono regolarmente arrivate in Italia ma tante no ; anche telefonare a Cipro qualche sera diventava problematico. Ora non voglio sembrare il solito complottista dell’ultima ora, ma sicuramente ci sono stati dei poteri forti che hanno cercato di arginare o circoscrivere l’affaire Cipro, perchè un conto sono le notizie lette e viste su giornali e telegiornali, un conto e vivere le notizie dai diretti interessati e farsele raccontare di prima voce.

Ovviamente il pensiero va ora all’Italia : siamo sicuri che il modello Cipro non venga esportato anche in Italia o in qualsiasi altro paese aderente all’Euro ?

La risposta che io Vi do, e che anche alcune dichiarazioni di BCE palesano, è si ! Cioè dire, l’operazione Cipro potrebbe essere tranquillamente applicata a qualsiasi altro paese in area Euro. Noi in Italia poi, grazie a quel cialtrone di Giuliano Amato, ne abbiamo già avuto esperienza, con il famoso prelievo forzoso dello 0,6 %, per appianare chissà quali fantomatici buchi di bilancio ; o almeno questa è stata la giustificazione formale.

Capite quindi che, visti gli avvenimenti pregressi, l’attuale tetto sulla circolazione dei contanti, le norme anti-riciclaggio sempre più stringenti, l’indebita intromissione dell’Agenzia delle Entrate, avere soldi in banca in Italia, è ormai diventato un grosso rischio ! E senza nessuna remunerazione poi. Perchè oltre a non darti nulla in termini di interessi attivi, ogni movimentazione, anche la più banale e innocua, diventa un pretesto per un controllo, per una verifica di tipo fiscale, per una assurda rendicontazione.

E’ assolutamente necessario quindi proteggere i propri risparmi da attacchi “terroristici” esterni perpetrati da BCE e dallo stato ladro italiano !

Da questo punto di vista Repubblica Ceca e Slovacchia rappresentano un’isola felice ; vi ricordo che la Slovacchia è in area Euro, mentre la Rep. Ceca no. Voglio dire innanzitutto che entrambi i paesi applicano la riservatezza bancaria in maniera rigorosa, essendo questa costituzionalmente sancita ; tutelano altresì i risparmi privati riconoscendo il grande valore che questi hanno nel potenziamento e nel consolidamento dell’impianto sociale.

Esistono in Rep. Ceca e in Slovacchia formule di deposito più o meno vincolate, che garantiscono rendimenti anche del 5 % netto ; il semplice libretto di risparmio garantisce, a seconda della banca, dal 1,5 al 2 % netto l’anno, rendimenti oramai fantascientifici in Italia.

Premetto che nella maggior parte delle banche ceche e slovacche, sui conti correnti aziendali, tutte le operazioni, (versamenti, prelevamenti, aggiornamenti), si pagano ; una cifra ridicola, dai 20 cent fino agli 80 cent, ma effettivamente ogni strisciata sul documento di credito a questo costo. E comunque alla fine dell’anno non ci sono sorprese, essendo tali spese immediatamente addebitate.

Tanti clienti mi chiedono com’è il rapporto azienda-banca in Rep. Ceca e Slovacchia, cioè dire se è oppressivo e oneroso, oltre chè in termini di costi anche in termini di tempo, come in Italia ; rassicuratevi, è tutta un’altra storia.

Ora mentre in Italia, la quasi totalità dei pagamenti e delle riscossioni aziendali avviene tramite banca, quindi tramite assegni o bonifici non in contanti, in Rep. Ceca e Slovacchia avviene esattamente il contrario. Quasi tutte le transazioni avvengono in contanti, gli assegni non esistono, non esistono tetti sulla circolazione di contanti, (in Slovacchia si : 5000 E per le aziende e 15.000 E per i privati), ecco che la tenuta del conto bancario diventa un mero ponte tra l’azienda e l’amministrazione fiscale, niente più. Quindi se avrete un’azienda in Rep. Ceca e Slovacchia, Vi scorderete di andare in banca tutti i giorni, di dover far la fila, di aspettare il direttore, di aspettare la connessione ecc. ecc., tutte brutte cose che esistono solamente in Italia.

La maggior parte delle banche ceche e slovacche costituiscono altresì conti anonimi per clienti particolarmente esigenti, ovviamente con costi particolarmente differenti rispetto le altre formule.

In ultima analisi le banche ceche e slovacche rappresentano un’ottima ancora di salvezza per i nostri risparmi e personalmente mi sento di consigliarVi le banche ceche, poiché la Rep. Ceca non è in area Euro, e in questo particolare momento storico, mi sembra un elemento di grosso merito e sicurezza.

Ricordatevi che Cipro è stato solamente il campo di addestramento, e tutto quello che è successo in quella meravigliosa isola potrebbe ripetersi da qualsiasi altra parte.

Ricordatevi le parole di Nicos : “Questa è la terza guerra mondiale !”

 

Ersilio Gallimberti

 

Circolare n. 2: presidenziali in CZ vince Zeman il comunista. Allarme rosso?

Durante l’ultima tornata elettorale ceca, quella delle presidenziali di gennaio 2013, ho avuto modo di vedere qualcosa che da anni non vedevo più in Italia: l’entusiasmo e la spontaneità!

Tantissime persone che esibivano fiere la spillona del loro politico ben attaccata al petto e vetrine di negozi tappezzate dai manifestini elettorali; entusiasmo e spontaneità marcati ma pacati allo stesso tempo, tipico di tutti i popoli dell’est, ma con grande concessione stavolta alla passione romantica, che nel clima freddo di gennaio, sicuramente ha scaldato tutti i cuori, compreso il mio.

E’ in questo clima che è stato eletto direttamente dal popolo, prima volta nella storia della giovane Rep. Ceca, Miloš Zeman, solamente omonimo con il celebre allenatore di calcio, poiché quello di Zeman è un cognome piuttosto comune da queste parti.

Eletto con il 54,8 % dei voti, contro il 45,2 del rivale Karel Schwarzenberg, Miloš Zeman si appresta a prendere in mano le redini della CZ da marzo di quest’anno, e certamente non è un’impresa facile.

Non è un’impresa facile perchè la non grande maggioranza acquisita non gli consente un potere decisionale elevato, perchè è sempre grande il fronte degli anti-europeisti in CZ, (Zeman al contrario si è sempre dichiarato filo-europeista), perchè sempre più preponderante è la necessità di far quadrare un bilancio traballante.

Insomma quello dei soldi che mancano sempre dalle casse dello stato, a fronte di cattive gestioni, è un po’ il “leitmotiv” di tutti i governi europei, e queste problematiche devono essere ben valutate dagli investitori.

La domanda che dobbiamo porci è questa: “l’elezione di Zeman, esponente della sinistra ceca e con un vistoso passato nel regime comunista, coinciderà anche con un aumento delle tasse?

La risposta che io Vi dò è sì! Se non altro proprio per il continuo languire delle casse pubbliche e non tanto per una concezione statalista, tassista e comunista della società.

Così è stato in Slovacchia, dove il governo Fico, fingendo di ingraziarsi il suo elettorato di sinistra ma più che altro per coprire vergognosi buchi di bilancio, ha aumentato di ben 4 punti la tassazione sull’utile d’impresa, portandolo dal 19 al 23 %.

La situazione in Rep. Ceca è simile ma più complicata: rimane fondamentalmente da sciogliere il nodo dell’adesione all’Euro, e questa continua incertezza fortunatamente rallenterà qualsiasi consistente riforma fiscale.

D’altronde il nuovo governo sa benissimo dove andare a batter cassa; con un PIL sempre col segno + davanti e un incremento di oltre mezzo punto del numero di aziende nel solo 2012, (22.500 nuove aziende contro 4800 cessazioni), è chiaro che l’interesse della macchina dello stato sia rivolta quasi esclusivamente all’impresa e ai privati, poiché di fatto è l’unico generatore di reddito del paese.

Ma proprio in considerazione di questa tipicità non è tanto igienico tirare troppo la corda, ciononostante considero ragionevole attenderci nei prossimi anni un incremento di tassazione sugli utili, (almeno di 2/3 punti), accompagnato da aumenti di imposte sugli immobili e tutto questo con il nodo Europa sempre saldamente chiuso.

Si perchè se dovesse accelerarsi il processo di adesione all’Euro e quindi la Rep. Ceca dovesse iniziare tutta quella serie di piani di riassesto necessari all’adozione della moneta unica, prevedo un grosso salasso a tutti i contribuenti e investitori.

Tutto questo non volendo passare per euro-scettico, per carità, non vorrei scatenare sul sito est consulting tutte le ire del pool anti euro-scettico ; leggete qui un interessante articolo apparso sul Giornale.

Dico solamente che mai come in questo periodo pare necessario che ogni singolo paese dell’unione, valuti approfonditamente l’opportunità o meno di rimanere nell’unione stessa, e non sono rumors che provengono dalla bocca di Ersilio Gallimberti, bensì considerazioni e analisi fatte da importanti economisti ed analisti a livello europeo ed internazionale.

Un altro mito da sfatare è quello della irreversibilità dell’Euro. Non è così, a volte sembra che si continui a mantenere la moneta unica solo ed esclusivamente per una questione di orgoglio e puntiglio, mentre vediamo che paesi che non l’hanno adottata corrono tranquilli e veloci con le loro gambe, leggi QUI e QUI .

Tra questi c’è proprio la Repubblica Ceca, che nonostante la sua elevatissima corruzione, le sue persone di poco valore messe a gestire patrimoni ingenti, corre veloce la sua strada, piccola pecora bianca in un Europa ingessata e burocratizzata e ultimamente anche malata di culto della personalità con l’istituzione di questi fantomatici pool anti euro-scettici.

In conclusione, con Zeman presidente anziché un altro, conviene accelerare il proprio progetto per l’estero qui in Rep. Ceca, poiché è ragionevole pensare ad un’elevazione dei costi nei prossimi anni, costi che comunque rimarranno sempre distanti anni luce dalle italiche rapine di stato.

Chi ha tempo, non aspetti tempo e … Dio benedica la Corona, (ceca ovviamente) !

 

Ersilio Gallimberti

 

Circolare n. 1: a tutti gli italiani futuri imprenditori in Repubblica Ceca.

Vorrei porre la Vs. attenzione su alcune problematiche, che si stanno ciclicamente ripresentando e che riguardano operatori italiani interessati a trasferirsi in Rep. Ceca.

I motivi del trasferimento non sono poi tanto molteplici, ma fondamentalmente sempre gli stessi : stato italiano ladro, elevata tassazione, lo stato italiano che non vuole impresa, mercato domestico insufficiente, clienti che non pagano ecc. ecc.

Su tutte queste problematiche sapete che avete tutta la mia comprensione, perchè lo so, le conosco, ne sono consapevole e quindi mi trovate assolutamente d’accordo e solidale con Voi. Per cui non c’è bisogno che vi sfoghiate via mail. Queste cose le sappiamo tutti, quindi soprassediamo.

Altro punto importante: tutti avete il mito di Praga !

Bene dovete sapere che Praga dal punto di vista immobiliare, prezzo di acquisto gestione degli stessi e affitto, è in assoluto attualmente più costosa di Milano, di Roma e sotto certi aspetti è come Montecarlo, clicca QUI. Non solo, a parte i supermercati e alcune osterie-trattorie popolari, che tra l’altro si trovano tutte ben distanti dal centro, la vita stessa è particolarmente più costosa o nel migliore dei casi simile, rispetto tantissime città italiane e capitali europee.

Questo non significa assolutamente che il Vs. business sia destinato ad insuccesso, tutt’altro, ma solamente che dovrete prepararVi ad un esborso di denaro estremamente più grande di quello che necessiterebbe in tutte le altre realtà della Rep. Ceca, includendo poi l’Italia stessa e altre capitali europee.

E questo mi porta automaticamente ad affrontare un altro dei punti dolenti che sempre ciclicamente saltano fuori parlando di CZ, ma anche di SK : l’elemento costi gestionali.

Se pensate di venire in Rep. Ceca, e con 1000 Euro al mese prendere in affitto il capannone, pagare le tasse, pagare il ristorante e in più avanzarVi anche 100 Euro da dare al mese alla Vs. segretaria “tuttofare”, mi dispiace ma state sbagliando di grosso ; è meglio che rimaniate in Italia.

Si è vero ! La vita in Rep. Ceca costa molto meno che non in Italia, ma quel molto meno non significa che un chilo di carne costa 1 Euro, o che un pacchetto di sigarette costa 50 centesimi ! Venite a farVi un giro in Rep. Ceca e in Slovacchia e Vi renderete conto della veridicità delle mie affermazioni.

Ecco che, come alternativa a Praga, mi sento di consigliarVi altre città, come Brno, Olomouc, Ostrava, Zlin, Plzen ecc. che offrono gli stessi vantaggi fiscali della CZ, ma con costi di start-up, immobili affitti gestionali ecc., estremamente più contenuti ed abbordabili.

Sempre parlando di soldi voglio comunicarVi che, in quanto investitori-imprenditori stranieri, quindi non consolidati sul territorio ceco, indipendentemente poi dalla Vs età anagrafica, giovani o meno giovani che sia, non avete diritto a nessun finanziamento ! Chi può aspirare a finanziamenti e fondi strutturali, sono solamente le medio-grandi aziende che presentano piani industriali o di sfruttamento agricolo di una certa consistenza. Quindi tutto ciò non interessa il 99 % di Voi che leggete.

Questa comunicazione, che ho voluto chiamare “Circolare n. 1”, sarà la prima di una serie che durante quest’anno 2013 e quelli a seguire, sarò ben lieto di scriverVi per comunicarVi qualsiasi situazione e novità, belle e brutte che siano, ma speriamo tutte belle, che potranno interessare il Vs attuale o futuro business in Rep. Ceca e Slovacchia. Si perchè oggi abbiamo parlato di Rep. Ceca, ma non è che la situazione in Slovacchia varia di molto.

Nell’occasione Vi auguro buoni affari in Rep. Ceca e Slovacchia con est consulting !

 

Ersilio Gallimberti

 

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