Bratislava sottolinea la necessità di riequilibrare la presenza delle agenzie europee.

Dicono di poter rispondere a tutti i criteri dettati dal Consiglio europeo per il trasferimento dell’Ema. Compreso il sesto punto, quello geografico, stabilito per assicurare una equa distribuzione delle Agenzie europee nei Paesi membri. Su questo requisito che si aggiunge ai cinque tecnici, anche nella precedente fase di negoziazione del percorso tracciato, Bratislava ha puntato molto. E continua non a caso a farlo. Ricordando con molta enfasi nelle premesse del proprio dossier di candidatura, come «la Slovacchia sia uno dei pochi membri che non ospita un quartier generale » di un’Autorità Ue. Una vittoria, «sarebbe vista come atto di fiducia verso un nuovo membro », e porterebbe a «una maggiore coesione nell’Unione». La politica prima di tutto, quindi. E non solo. Hanno coniato anche uno slogan: «Slovacchia, buona idea». E declinato la propria offerta, tra pagine ornate di fiori e foto, in 52 pagine: lo stesso numero esatto del documento presentato dall’Italia. Ma quella tra Milano e Bratislava sarà anche un’altra sfida. Tra il Pirellone e il Westend Plazza, l’edificio scelto come sede da offrire all’Agenzia del farmaco. Che cos’è? Nel dossier viene spiegato che, a caccia di opportunità logistiche, la scelta finale è caduta su una parte a Nord Ovest della città chiamata Patrónka: una nuova area di uffici non proprio centralissima, ma — è l’assicurazione — una delle più collegate della capitale, «a pochi minuti d’auto» dall’autostrada per l’aeroporto di Bratislava e quello di Vienna. Un quartiere business di recente costruzione che ospita anche altre multinazionali (dalla Siemens a Generali fino all’Ibm), ma anche l’Accademia di Scienze del Paese, un ospedale e uno shopping center. È proprio sulla possibilità di creare legami con il campus scientifico e altre strutture di ricerca, che Bratislava punta. Oltre che su «un’economia con una delle crescite più veloci dell’Europa», su «10.700 posti di lavoro» che si prospetterebbero in un futuro prossimo, su un mercato immobiliare in piena attività e un costo della vita sicuramente più economico di quello di Londra. Su altri numeri a cominciare da quelli delle università o di camere di hotel, non c’è sfida. Su quest’ultimo fronte, per dire, Milano con 69mila letti batte i 12.800 di Bratislava. Tanto che, come per gli aeroporti, la città include nel pacchetto anche la vicinanza — 60 chilometri — con Vienna.

Fonte Repubblica.it

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