Fra gli appassionati di analisi fondamentale si diceva una volta che i bilanci sono come i bikini: le parti più interessanti restano nascoste. Oggi diamo molte cose per scontate ma in passato (magari 30 anni fa) conoscere i risultati di bilancio di una società, pur quotata, non era fra le cose più facili del mondo. Soprattutto per le società di piccola e media capitalizzazione.

Per capire l’aria dovevi partecipare alle assemblee degli azionisti dove i soci di maggioranza ti guardavano come un disturbatore di professione se provavi a fare qualche domanda. Sui giornali si parlava solo dei titoli a maggiore capitalizzazione (poco e male) e spesso l’informazione era solo quella ufficiale fornita dalle società.

Allora per visionare un bilancio e cercare di capire dal punto di vista dell’analisi fondamentale quanto poteva valere una società occorreva recarsi nelle sedi delle società ma per avere una copia di un bilancio potevi aspettare anche mesi.

Oppure dovevi recarti fisicamente alla sede della Borsa italiana a Piazza degli Affari dove dentro un armadio di metallo potevi (dopo settimane e settimane dalla pubblicazione) chiedere una copia in consultazione. E non era detto che trovavi proprio il bilancio che ti interessava.

Oggi invece tutto è online. Tutti i bilanci sono disponibili sui siti delle rispettive società. Puoi accedere a tutto l’archivio dei bilanci e anche ai verbali di assemblea (fonte spesso preziosa di informazioni) in formato pdf.

Puoi partecipare in streaming alle conferenze di presentazione delle società e i dati trimestrali sono disponibili il giorno della pubblicazione. E puoi visionare anche i report di moltissime banche d’affari che offrono valutazioni su quasi ogni società mentre sulla Rete è possibile accedere su siti specializzati a opinioni anche alternative.

In termini di accesso all’informazione se ripenso a quello che con pochi clic oggi è disponibile in confronto a 30 anni fa quando ho iniziato a lavorare in questo settore è incredibile quanto tutto sia cambiato.

E’ facile quindi oggi la vita dell’investitore e dell’analista fondamentale? Tutt’altro!

Scovare le “pepite” non è diventato un gioco da ragazzi. E se prima eravamo in un centinaio a fare questo “lavoro”, oggi siamo migliaia o decine di migliaia fra cui anche un crescente numero di investitori esteri.

E oggi rispetto a 20 o 30 anni fa il management di numerose società quotate (assistiti da professionisti e consulenti super pagati) è diventato maledettamente sempre più “abile” a occultare o sminuire il più possibile le situazioni di pericolo e a raccontare che tutto va bene e ci sono sempre “brillanti prospettive per il futuro” come diceva Renato Pozzetto in un celebre film degli anni ’80.

Tutte le società (e non solo le banche) presentano oggi bellissime slide e fantastici “piani industriali” e separare il grano dall’olio è oggi molto più difficile rispetto a un tempo. Una volta poteva anche bastare partecipare a un’assemblea e conoscere dal vivo il management di una società quotata; oggi è molto più difficile.

E così oggi alcuni di quei “titolini” che analizzavamo qualche lustro fa oggi sono diventati dei titoloni. Ma molti titolini o titolacci non sono nemmeno più quotati travolti dagli scandali e dai conti fuori controllo.

Per questo è molto importante quando si investe avere una visione non solo orizzontale ma anche verticale. E avere una memoria storica oltre che un senso critico molto forte.

E anche per questo che alcuni di noi che 30 anni fa guardavano solo i bilanci abbiamo iniziato a guardare anche i grafici e la cosiddetta analisi tecnica e quantitativa (nel mio caso correva l’anno 1986).

Una società dai bilanci o dalle dichiarazioni del management può anche essere molto “sottovalutata” ma se il mercato si muove in modo ostinato e contrario è consigliabile dargli un po’ ascolto. Vi è un’elevata probabilità che le parole di Jesse Livermore si rivelino fondate: “i mercati non sbagliano mai, le opinioni invece molto spesso”. Che aggiungeva come “non è tanto importante comprare al prezzo più basso possibile quanto comprare al momento giusto”.

Fondamentalista avvisato, mezzo salvato.

Salvatore Graziano

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