Abbiamo un outlook relativamente positivo per il 2018. Tuttavia, a beneficio di una view bilanciata, riteniamo sia necessario sottolineare alcuni rischi che potrebbero presentarsi agli investitori nel corso dell’anno. Ecco quali:

1) Tutto è consensus. Sono molto poche le view (incluse le nostre) che divergono dal consensus – per quanto tempo ancora avremo ragione? Se il mercato è compiacente, cosa accadrà quando si sveglierà?
2) La crescita vacilla. L’elemento principale che sostiene il rally dei mercati (soprattutto quelli azionari) è la convinzione di un proseguimento di una crescita solida e globale. Cosa potrebbe accadere se si iniziassero a vedere spaccature nelle prospettive di crescita o se una delle regioni economiche più grandi dovesse iniziare a vacillare?
3) Stretta delle banche centrali. Certo, il mercato è a conoscenza del fatto che le banche centrali possono rimuovere gli stimoli nello stesso momento. Ma se le banche centrali dovessero spostarsi verso un atteggiamento più aggressivo prima di quanto atteso, i mercati potrebbero spaventarsi. E se la BCE dovesse uscire dalle obbligazioni e mettere fine al QE prima di settembre, potrebbe allarmare il mercato obbligazionario e l’high yield europeo con esso. Ultimo ma non meno importante, in caso di diminuzione della liquidità, i rischi di un’entità sovra indebitata aumenterebbero.
4) Volatilità. Ci attendiamo un rialzo graduale della volatilità dai livelli estremamente bassi, ma i mercati sono diventati in qualche modo compiacenti e, se dovessero improvvisamente assistere a oscillazioni più forti, il rally potrebbe essere messo a rischio. E ci sono numerosi eventi da qui in avanti che potrebbero causare un’elevata volatilità (eventi politici e geopolitici).
5) Valutazioni. Nessun mercato – né all’interno dell’azionario che all’interno dell’obbligazionario – al momento è economico. Le valutazioni ampie potrebbero iniziare a pesare sul sentiment del mercato, in particolar modo se la crescita dovesse mostrare segni di rallentamento. In questo momento, la crescita è alla base dei mercati azionari, in quanto la redditività continua a migliorare – anche se i mercati stanno trascurando le valutazioni in quanto i profitti sono forti – ma se il sostegno alla crescita dovesse vacillare, i mercati potrebbero diventare meno ottimisti.
6) Inflazione americana/ Dollaro più forte. Ci aspettiamo un rialzo dell’inflazione negli Stati Uniti verso il 2%, ma se questo dovesse accadere prima del previsto o il tasso attestarsi a un valore più elevato di quanto atteso, il dollaro potrebbe apprezzarsi e, di fatto, inasprire le condizioni monetarie a livello mondiale (con rischi per i paesi emergenti).
7) Ritorno ai rendimenti. I rendimenti a lungo termine non si sono mossi molto (abbiamo chiuso il 2017 così come si era aperto) e con aspettative contenute sull’inflazione, non ci attendiamo un rialzo significativo. Ma se dovessero aumentare all’improvviso, i mercati potrebbero spaventarsi facilmente. Inoltre, se la curva dei rendimenti dovesse invertirsi i timori per una recessione potrebbero intensificarsi (anche se, storicamente, i tempi sono generalmente più lunghi).
8) Ritorno dei populismi. La maggior parte delle elezioni europee si sono concluse con un “giusto” risultato nel corso del 2017, ma il populismo non è scomparso. In Italia le elezioni sono in dirittura di arrivo, così come in Messico e altrove. Il populismo può avere effetti sui mercati, anche se Le Pen è fuori gioco.
9) Geopolitica. È improbabile che le tensioni si attenuino: tra Nord Corea, Russia, guerre commerciali, Brexit, Trump e altro, qualcosa di brutto potrebbe ancora accadere.
10) Disincanto sulla rivoluzione tecnologica. I grandi player tecnologici smettono di essere visti come creatori di valore e di disruption positiva, portando verso un’inversione di sentiment. Oggi i FAANGS (le aziende Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) sono considerati come qualcosa di positivo per i consumatori, ma se questo dovesse cambiare, potrebbero avere effetto sul mercato a livello globale.

Esty Dwek Roditi

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